TrendCsm e Confartigianato moda valorizzano l’alta sartoria
Cinque imprese artigiane hanno sfilato ai chiostri di San Barnaba alla fashion week. Focus, aumentare il business. L’idea è farlo diventare un appuntamento fisso a Milano moda uomo
Ha debuttato durante l’ultimo giorno della Milano fashion week il progetto È di scena l’alta sartoria, nato nell’ambito della partnership tra Csm-Camera showroom Milano e Confartigianato moda. Una sfilata collettiva che ha visto in scena per la prima volta ai Chiostri di San Barnaba cinque brand di alta sartoria donna del sistema Confartigianato, prevalentemente a guida femminile e provenienti dal centro-sud Italia, selezionati da un’apposita commissione tecnica. Con dieci look ciascuno, i marchi Bruna couture, Giusi Munafò couture, Mariateresa Pellegrino, Sartoria Prisciantelli e Syrtaria sono stati protagonisti dell’evento, finalizzato a dare visibilità, supporto e comunicazione alle micro e piccole imprese artigiane specializzate nell’alta sartoria donna.
L’appuntamento si affianca così ad Artisanal evolution e Csm meets sustainability, gli altri due progetti già consolidati dell’associazione che raggruppa 42 showroom multibrand milanesi per un totale di 25 mila metri quadri di superficie. Obiettivo finale, offrire ai partecipanti la possibilità di sviluppare contenuti strategici per incrementare il business e rafforzare la presenza sul mercato. «Dobbiamo ricordare come le aziende dell’alta sartoria italiana siano la base del Made in Italy», spiega Mauro Galligari, direttore comunicazione di Csm. «Il mestiere delle sarte artigiane, che spesso eseguono lavori anche su misura, deve essere preservato e salvaguardato.
Per questo, Csm con il sostegno di Confartigianato moda ha fatto un grande lavoro di selezione e oggi siamo orgogliosi di presentare per la prima volta, durante la Milano fashion week, le migliori collezioni donna provenienti dall’alta sartoria», prosegue Galligari, che sottolinea l’importanza del sostegno fornito da Ice agenzia e dal Ministero degli esteri per l’internazionalizzazione delle imprese, con particolare attenzione all’incoming di operatori esteri e alla comunicazione. «Assieme a Confartigianato moda abbiamo ideato questo evento come risposta al mercato in un momento in cui c’è molta attenzione per il saper fare artigianale che sta quasi sparendo», racconta a MFF Gigliola Maule, presidente di Csm.
«Si tratta di un’iniziativa innovativa, che non è mai stata fatta prima a Milano. L’idea è di farlo diventare un appuntamento fisso nel palinsesto di Milano moda uomo, che ci consente di avere un bello spazio e di assecondare i tempi del lavoro sartoriale», aggiunge Maule. La sfilata si pone quindi come un’occasione di visibilità importante per le aziende partecipanti, che entrano così nel circuito della settimana della moda organizzata da Cnmi-Camera nazionale della moda italiana. «Per le micro e piccole imprese italiane non esiste vetrina migliore della fashion week di Milano. Come associazione, stiamo lavorando per creare sempre più eventi che diano una visibilità a livello nazionale alle aziende diffuse nel territorio», sottolinea Moreno Vignolini, presidente di Confartigianato moda. (riproduzione riservata)