BusinessCon Jakala l’Ai entra nell’anima dei brand
L’idea è quella valorizzare il capitale semantico dei marchi attraverso l’atelier intelligence, mix di cultura e innovazione. Annachiara Gaggino
In occasione del MFGS-Milano Fashion Global Summit 2025, Marco Di Dio Roccazzella, shareholder e general manager di Jakala, ha illustrato la sua visione sul futuro dell’Ai, introducendo il concetto di atelier intelligence. Questo approccio integra elementi come la cultura, il Made in Italy, l’identità, il Dna dei brand e gli orizzonti valoriali, che rappresentano il capitale semantico del lusso italiano, oggi chiamato a dialogare con l’innovazione tecnologica. «L’intelligenza artificiale deve rendere questi elementi coerenti con i tre grandi pilastri, la customer experience, l’operatività e l’employee experience», ha spiegato il manager. A proposito di dialogo, Di Dio Roccazzella ha evidenziato come sia cambiato il modo di fare digitale e come gli e-commerce debbano adattarsi di conseguenza. «Brand e clienti vogliono conversare e questo deve riflettersi anche nei siti, dove il prodotto va raccontato», ha sottolineato. «Il pubblico va quindi coinvolto, mettendo al primo posto proprio il capitale semantico, il savoir-faire, il Dna del marchio e la cosiddetta cerimonia di vendita». Tuttavia, affinché tutto questo funzioni, è necessaria un’integrazione tecnologica solida. «L’utilizzo dell’intelligenza artificiale può certamente ottimizzare molti costi, ma va combinata con l’intelligenza umana per poterne padroneggiare appieno le potenzialità», ha affermato. «Oggi ci aiuta a raccogliere i dati, organizzarli, scartare quelli non rilevanti. Diventa un abilitatore, grazie al quale alcuni progetti di data integration consentono di velocizzare la messa a sistema delle informazioni». Con due libri su Giorgio Armani autorizzati dallo stesso stilista, Marco Di Dio Roccazzella ha anche risposto a una domanda sul futuro del marchio. «L’elemento di unicità dell’azienda è sempre stato il fatto che l’azionista, il designer e il ceo fossero la stessa persona», ha spiegato. «È un marchio con un’enorme potenzialità, ma anche con caratteristiche molto particolari. Credo che ci siano oggi diverse opzioni sul tavolo». (riproduzione riservata)