TrendComme des garçons e le sue dame irate
«Provo rabbia contro tutto ciò che c’è nel mondo» spiega Rei Kawakubo. Che immagina abiti rococò che incontrano stampe dark di catene e fili spinati

Regine oppure dame di una corte infuriata. Vestite di panier e ira, le creature immaginate dalla Comme des garçons della stilista giapponese Rei Kawakubo. Non ci stanno, in quello status quo che le ingabbia metaforicamente e fisicamente dentro impalcature per esagerare i fianchi, mentre ne definisce il privilegio e garantisce loro i lunghi metraggi per i vestiti gonfi. Che ora salutano ogni zuccherosa delicatezza per diventare abiti dark rococò incolleriti dopo la caduta in un abisso di vernice nera, il primo come realizzato da un collage di biker jacket ingigantite e smontate, con maniche dappertutto.
Anche le capigliature Pompadour impazziscono e i ciuffi perfettamente attorcigliati si lisciano e svettano in alto irritati. Perché le gentildonne, non così docili, non ci stanno, nemmeno in quella passerella dove mostrano gesti di dissenso. Si impuntano, battono i piedi, si fermano e voltano, impediscono il passo di chi viene dopo, si avvicinano allo spettatore per scrutarlo. «Questa collezione parla del mio attuale stato d'animo», spiega Rei Kawakubo. «Ho rabbia contro tutto ciò che c’è nel mondo, soprattutto contro me stessa».
La stampa su un dress come costruzione è di fili spinati. Un altro ha un motivo di catene. Per le grafiche, Kawakubo chiama l’artista Alisa Yoffe. Mentre tratta le superfici per evocare la pelle, quella dichiarazione di potenza eversiva e di rifiuto punk delle norme che una simile mano trasmette. Persino quando è in maxi gonne, quando forma tanti fiocchetti o un solo, esploso fioccone. Quando si attorciglia in rose 3D e quando è profusione di balze, quando è tagliata da cerniere e quando è doppiata, spalmata, gommata. Dopo il nero, l’ultimo pezzo è bianco, forse un messaggio di pace e speranza.
Giudizio. Non c’è angoscia paralizzante verso il presente, nelle parole di Rei Kawakubo e nella collezione di Comme des garçons. Ma rabbia, un sentimento che non atterrisce ma che porta all’azione. E l’azione porta al cambiamento. E un cambiamento sociale è necessario. (riproduzione riservata)