BusinessClaudio Marenzi: «Herno rimane indipendente»
Il presidente del gruppo conferma la stima dei 200 milioni di ricavi per l’anno in corso ed evidenzia il momento difficile per l’outdoor in cui opera con il brand Montura. «L’obiettivo è crescere nel retail», sottolinea
«Il business di Herno sta andando bene, la top line sta crescendo ancora e possiamo dire che l’anno si chiuderà alle porte dei 200 milioni di euro di fatturato». Dopo un 2024 archiviato a 184 milioni, Claudio Marenzi ha confermato con queste parole le previsioni rosee per il gruppo in occasione della seconda giornata del MFGS-Milano fashion global summit 2025. Quanto agli obiettivi futuri e all’eventuale entrata di soci, il presidente di Herno e Montura ha subito precisato che l’obiettivo sarà investire maggiormente nel segmento retail: «Ci vogliono finanze ma per ora rimango da solo, Herno è in piena autonomia». L’imprenditore ha poi sottolineato quanto l’outdoor stia vivendo un momento peggiore del comparto moda. «Dopo il covid, nel 2021 c’è stata una corsa all’acquisto di qualsiasi prodotto che guardasse alla montagna e al tempo libero. Dopodiché c’è stato uno stop perché è evidente che questo tipo di offerta non sia aspirazionale come la moda, che compriamo un po’ ad ogni stagione. Al momento permane in generale un problema di smaltimento e di magazzino. Noi, avendo il vantaggio di una produzione interna, abbiamo calmierato questa problematica. E stiamo già lavorando con Montura alle novità per l’estate 2028». La sinergia a monte dei brand Herno e Montura rimane on point per Marenzi, ovvero per tutto quello che è il processo produttivo e tecnico, dalle termosaldature alla parte piuma. «Per bilanciare al meglio il volume della produzione abbiamo inserito la parte tecnica di Herno nella sede moldava di Montura. Siamo un marchio trasversale, sappiamo cosa vuol dire qualità del Made in Italy (il gruppo realizza il 50% del proprio fatturato in Italia, il resto in Europa, ndr). I capi possono essere performanti, funzionali ma senza imporre dei margini insostenibili alla produzione».
Aggiungendo: «Le aziende in questo momento, soprattutto i grandi brand, devono avere sempre dei valori al massimo e per fare questo è necessario avere più marginalità e credo che per un imprenditore il range ideale sia dal 15 al 25% di ebitda». A conclusione, Marenzi ha precisato: «Il mio mantra? Dare il prezzo migliore alla migliore qualità e ad ogni capo il proprio bilanciamento. A ciò che è già prezioso in termini di materiali gli abbino la preziosità della manifattura, così come a una materia prima più tecnica aggiungo caratteristiche più performanti», ha concluso. (riproduzione riservata)