TrendChanel at work con Matthieu Blazy alla Paris fashion week
Just dance. Un remix della celebre hit firmata Gaga conferma quella solarità, quella voglia di leggerezza che Matthieu Blazy ha immaginato per Chanel. Una formula che ha riacceso in modo deciso l’interesse e la passione per il marchio francese che nei giorni precedenti allo show è diventato fenomeno social con i video girati dalle clienti che si recavano nei negozi per acquisire la prima collezione by Blazy. E l’entusiasmo sembra aver accolto anche la seconda prova al prêt-à-porter del designer belga.
Il grand Palais diventa il suo playground con un riferimento all’infanzia con quelle enormi gru da costruzione in colori pop come un meccano. Accolgono quelle rielaborazioni sapienti di tailleur, trench e maglieria che non perdono mai di preziosità. Anni 20. Cinture maschili che stringono i fianchi, esperimenti trompe l’oeil, metal mesh e fiori. «È come la seconda parte dello scorso show», ha spiegato a MFF lo stesso blazy pochi minuti dopo il défilé. «Cos’è Chanel? Come è noto la risposta di Mademoiselle fu: «Chanel, sono io». Ho trovato questo articolo su Le Figaro. Dove lei ha descritto il suo marchio in poche frasi, ha descritto l’intero paradosso di Chanel, che è una funzione e una finzione. Questo è ciò che ho fatto. Mi sento come a un matrimonio. Disse: «La moda è sia bruco che farfalla». Sii bruco di giorno e farfalla di notte. Non c’è nulla di più comodo di un bruco e nulla di più fatto per l’amore di una farfalla. Abbiamo bisogno di abiti che strisciano e di abiti che volano, perché la farfalla non va al mercato e il bruco non va al ballo». (riproduzione riservata )
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