TrendChanel at work
Un allestimento con grandi gru pop al Grand Palais per Matthieu Blazy che conquista con la sua seconda prova nel pàp della maison. Dal black minimale al glamour con citazioni anni 20 nelle vite basse, trompe l’oeil, metal mesh e fiori couture
Just dance. Un remix della celebre hit firmata Lady Gaga conferma quella solarità, quella voglia di leggerezza che Matthieu Blazy ha portato a Chanel. Una formula che ha riacceso in modo deciso l’interesse e la passione per il marchio francese che nei giorni precedenti allo show è diventato fenomeno social con i video girati dalle clienti che si recavano nei negozi per acquisire la prima collezione by Blazy, disponibile in quel momento solo a Parigi. E l’entusiasmo sembra aver accolto anche la seconda prova al prêt-à-porter del designer. Il grand Palais diventa il suo playground con un riferimento all’infanzia con quelle enormi gru da costruzione in colori pop come un Meccano.
Accolgono quelle rielaborazioni sapienti di tailleur, trench e maglieria che non perdono mai di preziosità. Anni 20. Cinture maschili che stringono i fianchi, esperimenti trompe l’oeil, metal mesh e fiori. «È come la seconda parte dello scorso show», ha spiegato a MFF lo stesso Blazy pochi minuti dopo il défilé. «Cos’è Chanel? Come è noto la risposta di Mademoiselle fu, «Chanel, sono io». Ho trovato questo articolo su Le Figaro. Dove lei ha descritto il suo marchio in poche frasi, ha descritto l’intero paradosso di Chanel, che è una funzione e una finzione. Questo è ciò che ho fatto. Disse che la moda è sia bruco che farfalla».
E davanti a un parterre dove spiccano Margot Robbie, Teyana Taylor o Kylie Minogue, la partita di Chanel si gioca su sapienti abilità, di tubini con paillette che cambiano direzione o piccole catenelle maison che tintinnano negli orli di gonne e giacche. Spuntano fantasie astratte e fantasie concrete di tartan e check in maglia metallica, tra affetti iridescenti da nuove butterfly. Che non hanno paura del nero di un semplice maglione e di un tubino ridotto ai minimi termini, black a inizio e fine show che si potrebbero incastrare come la chiusura di un collier, creando uno show in continuum.
Giudizio. Parigi sta incoronando i suoi nuovi eroi e sicuramente Matthieu Blazy è al primo posto. Ha occhio per la maison Chanel, per le sue radici o i suoi stilemi che non diventano un limite. Usa con grande attenzione quella maestria degli atelier per rinfrescare un guardaroba che in un attimo rischierebbe di essere fané, mentre Blazy soffia via la polvere e ha riportato il sorriso sulla fashion house. E le clienti sembrano averlo già preso sotto la loro ala protettrice. Chanel non è at work solo nell’allestimento, ma è in una felice evoluzione. (riproduzione riservata)
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