BusinessChanel accelera, vendite a +16% nel semestre. Matthieu Blazy convince il mercato e stacca Lvmh
Secondo indiscrezioni, la maison della doppia C nella prima metà dell’esercizio 2026 starebbe beneficiando del successo delle collezioni del nuovo direttore creativo, arrivate in boutique a marzo. Oltre alla moda, buone performance sono state messe a segno anche dai preziosi e dal beauty
In un mercato del lusso ancora a due velocità, Chanel cambia passo e mette a segno una performance che la distingue dai principali concorrenti. La maison francese avrebbe archiviato il primo semestre con una crescita delle vendite comparabili di circa il 16%, secondo quanto riportato da Bloomberg, sostenuta dall’ottima accoglienza riservata alle prime collezioni firmate dal direttore creativo Matthieu Blazy. Un risultato che supera quello dei grandi player del settore, dal colosso Lvmh a Kering, e conferma come la capacità di rinnovare il prodotto continui a fare la differenza anche in uno scenario di consumi selettivi e tensioni geopolitiche.
Secondo una fonte vicina ai risultati menzionata dall’agenzia di stampa, il balzo riguarda anche la divisione fashion, cuore del business Chanel, che avrebbe registrato un incremento analogo. Le collezioni disegnate da Blazy per prêt-à-porter, haute couture e accessori, arrivate nelle boutique a partire da marzo, hanno intercettato la domanda della clientela alto spendente, rafforzando ulteriormente l’appeal della maison della doppia C.
Chanel, che non commenta dati finanziari semestrali, pubblica tradizionalmente i conti una sola volta all’anno. Lo scorso maggio l’azienda parigina aveva comunicato ricavi 2025 in crescita del 4%, a quota 19,3 miliardi di dollari (pari a 16,7 miliardi di euro al cambio di oggi).
La progressione del primo semestre sarebbe stata diffusa in tutte le aree geografiche, compresi Cina e Medio Oriente. A trainare la crescita sono stati soprattutto gli Stati Uniti, dove le vendite avrebbero registrato un incremento superiore al 25%. Un andamento che è proseguito anche nel mese di luglio, pur con la previsione di una seconda parte dell’anno caratterizzata da confronti più impegnativi e, quindi, da una crescita potenzialmente più contenuta.
La moda continua a rappresentare il principale motore economico di Chanel, generando circa il 60% del fatturato del gruppo. Ottime anche le performance delle altre divisioni. L’orologeria e l’alta gioielleria, che pesano per circa il 15%, avrebbero segnato un progresso di circa il 35%, sostenute in particolare dalla domanda della collezione Coco crush e dalla buona tenuta degli orologi. La divisione profumi e bellezza, che contribuisce per il restante 25%, avrebbe invece registrato una crescita intorno all’8%.
Il risultato arriva in una stagione di bilanci contrastanti per il lusso globale. Richemont ha recentemente riportato un incremento del fatturato trimestrale del 20% a cambi costanti grazie alla forza di Cartier, mentre Lvmh ha registrato una crescita organica dell’1% nella sua principale divisione Fashion & leather goods, che comprende anche Louis Vuitton e Dior. (riproduzione riservata)