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Casanova bendati da Dior

Il direttore creativo Kim Jones immagina un’atmosfera densa di teatralità da notte all’opera, fatta di maschere sugli occhi e couture surrealista per l’uomo della griffe di Lvmh. Tra cappotti-gonna, giacche che vengono indossate al contrario e linee pulite

di Stefano Roncato (Parigi)
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Il finale dello show Dior fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)
Il finale dello show Dior fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)

Una benda sugli occhi. Un messaggio? Un gesto scaramantico? Un presagio? Perché i ragazzi immaginati da Kim Jones per l’uomo di Dior sfoggiano sin dalla prima uscita una striscia nera di seta che ferma lo sguardo, nera come quella silhouette precisa e intagliata del first look. Con blusa stretta in vita da un cappotto indossato come una gonna, creando una linea geometrica vagamente religiosa. Perché da Dior l’anima couture ha tratti surrealisti, mixando maschile e femminile, archivio e drammaticità.

«La linea H di Mr Dior era già nelle nostre menti anche prima di entrare nell’archivio questa stagione. Ha elementi che sono grafici e angolari, che ci sembravano perfettamente trasferibili nel mondo maschile», ha spiegato lo stesso Kim Jones, che ieri ha preso la Legione d’onore (vedere box in pagina) e che a fine sfilata è andato ad abbracciare Delphine Arnault ed Hélène Mercier-Arnault, rispettivamente figlia e moglie di Bernard Arnault, patron di Lvmh. «C’è un senso di storia della moda, in particolare della moda maschile, che attraversa questa collezione. Il passaggio da qualcosa di molto ornato e stravagante nel diciottesimo secolo a qualcosa di più lineare e utilitario nel diciannovesimo secolo, con l’inizio della moda maschile moderna. Eppure, sebbene molto riferisca alla storia della moda, questa non è moda storica. Volevamo dire qualcosa sul presente».

Un look Dior fall-winter 2025/2026 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Dior fall-winter 2025/2026 (ph Francesc Ten/MFF)

La musica solenne, il nome di Casanova che riecheggia nelle menti, giacche con revers e fiocchi sulla schiena come fossero portate al contrario, top con tagli-apertura sul retro e una brina appoggiata sulle giacche, come fossero ghiacciate. Fino a ricami provenienti dalla collezione del 1948 che ritornano potenti nell’ultima uscita, con un cappotto ricamato che rompe quella palette tutta bianca e nera pensata per una notte all’Opéra.

Giudizio. La scala bianca crea un’atmosfera metafisica, sospende quelle silhouette eleganti e senza sbavature. Pulizia delle linee, preziosità di tessuti e tagli. Niente streetstyle, solo style. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 24/01/2025 19:30
Ultimo aggiornamento: 24/01/2025 19:30
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