TrendCasablanca tra sport e antica Grecia
Venus as a boy. La Casablanca di Charaf Tajer cita Björk per guardare all’antica Grecia. L’artista islandese della musica d’avanguardia reimmagina infatti Venere, che è a sua volta reimmaginazione romana di Afrodite. «Lui crede nella bellezza, lui è Venere come un ragazzo».
La sua voce riempie il Cirque d’hiver di quelle parole che per amici e colleghi risuonano con lo stesso Tajer. Che a sua volta si ispira ai misteri eleusìni, rito religioso segreto celebrato ogni anno nel santuario di Demetra a Eleusi, poco lontano da Atene. «Rituali rivelatori», spiegano dal brand, riferendosi a «esperienze di espansione mentale». Ma soprattutto invocando una storia millenaria di creazioni artistiche e letterarie. E una visione unitaria di arti, architettura, filosofia che sposa «il desiderio di Casablanca di far penetrare l’idea di bellezza in ogni aspetto dell’identità del marchio».
Mentre una coreografia di braccia strepitose avvolge lo spazio sfilata, l’antichità ellenica sposa lo sport e i codici dell’etichetta. Abiti come pepli, drappeggi sui suit, vasi portati a mano, pavé dai mille bagliori per i top, greche che si tingono dei colori della pace cari a Casablanca. Mentre sfila la collaborazione con Ancient Greek sandals per i calzari e quella con il creativo Jeff Hamilton per le giacche.
Giudizio. Il ballo delle mani che fa da sfondo allo show è ipnotico e instancabile. E dà un boost al défilé Casablanca. (riproduzione riservata)