TrendPaul Smith e le sue cartoline dal sud
Istantanee dal Marocco o Sud d’Italia danno il tono. Lo stilista debutta a Milano con una sfilata nel suo showroom. Con la sua voce a fare da soundtrack
Per la sua prima sfilata a Milano, Paul Smith sceglie di ospitare tutti nel suo showroom in viale Umbria e ambienta la collezione su due piani. Il seating è su cassette di plastica colorate per l’acqua, rivestite da lastre di legno in tinta. L’atmosfera è informale, ravvicinata, con Smith che accoglie personalmente gli ospiti nel cortile e introduce lo show con un messaggio audio pre-registrato, in cui racconta ispirazioni, stoffe, motivi.
«Mi piace che il pubblico sia molto vicino agli abiti», ha spiegato Sir Paul. «È qualcosa di bello e mi ricorda quei salotti di moda molto eleganti che frequentavo a Parigi con Pauline», la moglie e co-fondatrice, ex docente di moda. E ancora: «Credo sia importante tornare a fare cose più semplici, più vicine a me. Il mondo è così sottosopra che è bello creare qualcosa di personale».
La collezione primavera-estate 2026 parte simbolicamente proprio dall’Italia (dove Smith produce già tessuti e confezioni) per poi viaggiare idealmente verso sud, tra i mercati del Marocco, una feluca sul Nilo e un accampamento beduino immerso in colori slavati dal sole. L’estetica è quella di un’avventura poetica, ma concreta, tailoring con tocchi military, colori speziati e materiali che raccontano storie, come il fresco di lana space, dyed o il tradizionale Prince of Wales check, tutti descritti dallo stesso stilista con il piglio di un eccentrico professore di moda.
Giudizio. Italian love story. Dopo aver portato lo scorso anno la sua visione a Pitti uomo, Smith torna in Italia «per darle un’altra possibilità», con uno spirito da indipendente che non smette di affascinare: «Non vedi mai lo stilista prima di uno show. Io voglio rompere queste regole e rendere tutto più personale». (riproduzione riservata)