TrendCalifornia dreamin’ per Willy Chavarria
Moda e attivismo sono fusi ancora una volta dal designer che da New York porta il suo messaggio di inclusività e diritti civili. Con un mood latino tra completi oversize e una nuova co-lab con Adidas
Rappresenta uno dei nomi hot che si sono affacciati alla fashion week di Parigi con quel suo messaggio che unisce moda e attivismo. Willy Chavarria torna nella Ville lumière con uno show dal nome per lui simbolico, Huron, la città in California dove è cresciuto in una casa american-messicana. Un tema, quello del Messico, che chiaramente ha oggi un grande impatto anche politico negli Stati Uniti odierni. E l’ispirazione di Chavarria torna a una di quelle feste latine dove s’indossa l’abito buono, magari di qualche taglia in più come fosse prestato. La musica è una rilettura di California dreamin’, si celebra il linguaggio visivo delle Chicano communities, respirando e raccontando le sensazioni di una working class rurale.
Lo show si apre con performance di denuncia per le deportazioni, esce una maglietta con la scritta America al contrario. I ragazzi camminano con i pugni stretti, si legge la tensione nelle mani come fossero pronti a difendersi. Indossavo quella collezione co-lab con Adidas, con multitasche, con grandi scritte che incitano al nome proprio del designer per tornare a una suadente chic latino, che profuma di seduzione quando a salire in passerella sono Omahyra Mota, top model anni 2000 amata da Tom Ford all’epoca Gucci. O l’irresistibile Farida Khelfa o la new iconic Amelia Gray.
Giudizio. Il pathos c’è e c’è quella tensione nell’aria che ti fa capire che qualcosa sta accanendo attorno a te. Si aggiunge che il nome di Chavarria è uscito ultimamente nella rosa di designer che potrebbero andare da Fendi. Questo matrimonio non s’ha da fare? Non è scontata la liaison anche estetica e c’è da dire che lui sembra aver già preso una sua rotta bella precisa. Molto interessante la parte realizzata insieme ad Adidas. (riproduzione riservata)