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Antonio Marras porta La bella d’Alghero

Sharon Stone siede nel front row della casa di moda controllata da Oniverse di Sandro Veronesi. Lo stilista sardo immagina la riedizione di un’opera di fine 800 raccontando lo sbarco sull’isola di donne sensuali della Catalogna, vestite con abiti avvitati sul corpo o con gown trattati come tele pittoriche

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Un look Antonio Marras fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)
Un look Antonio Marras fall-winter 2025/26 (ph Francesc Ten/MFF)

Tutto parte dal ritrovamento di un’opera lirica del 1892, La bella d’Alghero, messa in scena una volta sola nel salone dei concerti del liceo musicale Rossini di Pesaro. Una compagnia teatrale catalana sbarca nella città sarda nel 2025 per ridare vita alla composizione e consolidare così un legame storico tra i due popoli. Autore dei costumi è Antonio Marras. «Immagino un grande gruppo di teatranti che arriva da Barcellona e sbarca ad Alghero portando tra le strade della città un modo di essere diverso dal nostro», spiega lo stilista alla guida della casa di moda controllata dal gruppo Oniverse di Sandro Veronesi

«Una donna più sensuale, con il corpo fasciato da tessuti e dettagli che spiccano in una location essenziale con giochi di luce che richiamo le lampadine delle sagre». La passerella, avvolta nell’oscurità, diventa una lingua di luce che mette l’accento su questa nuova silhouette sensualmente mediterranea. Non a caso, siede nel front row Sharon Stone, che tutti ricordano come icona di seduzione.

«Sharon ha indossato i miei abiti e come tutti coloro che mi scelgono si è costruito subito un dialogo. Lei è un’artista, dipinge e ci scambiamo spesso opinioni su questo», ha aggiunto Marras. Gli si domanda se un domani la star hollywoodiana potrà essere protagonista di una sua campagna: «Ora è qui, domani vedremo», risponde il designer.

L’attenzione deve essere posta ora sulla collezione e, come promesso, la scena si apre su abiti dalle silhouette avvitate, frutto della sovrapposizione di taffetà, georgette e voile nero. Le labbra sono illuminate da cristalli rosso fuoco, fiori di tessuto sono appuntati sulle spalle e si schiudono in fili trattenuti tra le mani. Sono personaggi d’opera quelli che calcano la scena, rubati alla Carmen di Bizet, alla Cavalleria rusticana di Mascagni e ai Pagliacci di Leoncavallo.

Le lavorazioni sono ricercate e spaziano tra applicazioni, ricami, inserti patch e stampe come pennellate. Disegni e schizzi sono stati realizzati dallo stesso Marras direttamente sugli abiti, trattati al pari di tele pittoriche. Mano a mano le silhouette si schiudono come corolle per lasciare spazio a broccati, jacquard e a tessuti damascati.

Giudizio. L’artigianalità in primo piano per la collezione firmata dal designer, che questa stagione è particolarmente prolifico. Tra una nuova sensualità e l’estetica inconfondibile a cui ha abituato il suo pubblico. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 26/02/2025 14:31
Ultimo aggiornamento: 26/02/2025 19:14
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