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American Dior, la sfilata omaggio a New York

Maria Grazia Chiuri porta il brand di casa Lvmh nella Grande mela con un maxi show al Brooklyn museum tra big star come Charlize Theron, Anya Taylor Joy e Laetitia Casta. Per una collezione che cita anni 40 e sportswear, il glamour boyish di Marlene Dietrich e il mondo di Sex and the city, con borse sella e stampa giornale dell’epoca di John Galliano

di Stefano Roncato (New York)
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Il finale della sfilata Dior fall 2024 (foto Paul Vu, courtesy Dior)
Il finale della sfilata Dior fall 2024 (foto Paul Vu, courtesy Dior)

Walking on thin ice. Camminare sul ghiaccio sottile, un rischio. Lo canta Yoko Ono nel soundtrack con quel ritmo esplosivo che cita gli anni ’80. Un’altra strong woman dall’animo artistico che aleggia sulla sfilata Dior immaginata da Maria Grazia Chiuri. Che per la fall 2024 sceglie la Città che non dorme mai.

Un look Dior fall 2024 (courtesy Dior)
Un look Dior fall 2024 (courtesy Dior)

«Ci tenevo molto a venire a New York, in fondo è stata la prima tappa della carriera di monsieur Dior e fa parte proprio della storia della casa», ha spiegato a MFF la stessa Maria Grazia Chiuri, mente creativa per la donna della fashion house del gruppo Lvmh, a pochi minuti alla sfilata che si svolge all’interno del Brooklyn museum, arrivano celebrities come Charlize Theron, Anya Taylor Joy, Laetita Casta tanto per citarne alcune. Si siedono in quella grande sala con un allestimento immaginato da Claire Fontaine in un dialogo con il lavoro di Suzanne Santoro, artista femminista che si trasferì a Roma all’inizio degli anni 70. «Il brand è conosciuto per il new look che è un termine inglese coniato da Carmel Snow. E immediatamente l’America e New York sono stati il suo importante trampolino di lancio per diventare un brand globale internazionale», ha continuato Chiuri, che nella collezione mixa silhouette anni 40 con acuti ipergrafici.

Un look Dior fall 2024 (courtesy Dior)
Un look Dior fall 2024 (courtesy Dior)

Sono quelli della fantasia che mixa la bandiera francese e quella americana montate su una felpa che irrompe in una palette notturna. Perché accanto alla citazione a Marlene Dietrich ecco acuti sportivi e completi dal sapone super mannish. L’Angelo azzurro e i suoi frac corti, l’effetto immediato Emily in Paris con gli abiti dove si intravede il disegno iconico della Tour Eiffel, frange di ricami neri come lo skyline di New York per i dress. Tra caban e grandi giacconi dall’appeal marino o tute tra lo street e il rap. E qualche citazione alla storia stessa della fashion house.

«Ho ripensato a Sex and the city e ho messo in sfilata la borsa Sella e la stampa giornale come gli anni di John Galliano. Se ho paura di guardare al lavoro degli stilisti che hanno disegnato Dior? No, assolutamente. Mi piace la storia della moda e l’archivio è importate. Ho sempre pensato che fare la stilista in qualche modo sia come essere una curatrice».

Giudizio. Ad animare il post show, un’ospite d’eccezione. Una performance live firmata Kim Gordon, la musicista e artista che è stata una delle anime dell’alternative rock con i Sonic youth. Un’altra donna di carattere super energica e graffiante che si affianca al mondo Dior creato da Maria Grazia Chiuri che non nasconde nulla. Le sue femme non è fragile. Ha un tocco glamour con un profumo maschile che dona e che si amalgama bene. Sfila con un ritmo più acceso rispetto a qualche défilé precedente, la musica sembra dare carica. E poi sceglie, anche di tornare a essere più sensuale con una trasparenza, con una leggerezza impalpabile senza che sia mai o un’imposizione o troppo dissonante. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 16/04/2024 19:28
Ultimo aggiornamento: 16/04/2024 19:33
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