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Alaïa e l’addio di Pieter Mulier

«Siamo tornati alle origini, al Dna. Volevo far vedere quello che avevo imparato», ha raccontato a MFF il creativo belga, pronto a prendere le redini stilistiche di Versace nella nuova epoca Prada immaginata da Lorenzo Bertelli

di Stefano Roncato (Parigi)
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Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)
Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)

Qualcuno dal first row si alza e corre appena finiscono i saluti. E’ proprio Raf Simons il primo ad abbracciare Pieter Mulier finito lo show di Alaïa, dove era seduto vicino a un altro dei suoi pupilli, quel Matthieu Blazy che dopo aver fatto brillare Bottega Veneta ora è l’artefice della new Chanel che impazza in nuove immagini solari e colorate sui cartelloni di Parigi. Ora toccherà a Pieter Mulier che lascia la maison del gruppo Richemont per approdare a Milano, per andare a disegnare Versace, nella nuova era della Medusa immaginata da Lorenzo Bertelli ora che la fashion house è entrata nel gruppo Prada.

Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)
Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)

Uno sguardo avanti e un occhio all’oggi. Rimangono le immagini delle ultime creazioni dello stilista belga, che ha scelto di sfilare alla Fondation Cartier. Si alternano quelle silhouette allungate e quasi impossibili che amava tanto monsieur Azzedine, tra tailleur precisi in velluto notturno, scudo di coccodrillo sui vestiti di chiffon e mantelle in cavallino dalle architetture aeree. «Abbiamo lavorato su abiti da indossare, non su abiti per l’immagine. Siamo tornati alle origini, al Dna. Volevo far vedere cosa avevo imparato», ha spiegato a MFF lo stesso Pieter Mulier appena finito lo show, dove a indossare le sue creazioni ci sono donne speciali. Maria Carla Boscono, Gemma Ward o Vittoria Ceretti, che ormai arriva solo nelle occasioni molto speciali. E questa lo era.

Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)
Un look Alaïa summer-fall 2026 (courtesy Alaïa)

Giudizio. Più che una sfilata, Pieter Mulier sceglie un saluto rispettoso a quella maison che l’aveva accolto. E che lui ha contribuito a far riprendere quota. E’ vero che gli abiti in questo caso non vogliono shockare, sembra una forma di rispetto per la fashion house e per chi ci arriverà. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/03/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 05/03/2026 19:00
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