TrendAl summer party di Ami
Un défilé anima Place des Victoires, sotto qualche goccia di pioggia. Alexandre Mattiussi crea uno show monumentale nel cuore di Parigi. «Nel 2025 cresceremo double digit», anticipa in un’intervista esclusiva a MFF il ceo Nicolas-Santi Weil. Che in quattro anni ha decuplicato i ricavi a oltre 300 milioni. La borsa? «Potrebbe arrivare, ma non ora»
Per ore, Place des Victoires, nel cuore della Parigi più elegante, è chiusa al traffico. Attorno alla statua equestre di Luigi XIV, la moda di Ami Paris conquista la città con un gesto teatrale eppure profondamente sincero. Riportare il défilé in piazza, aperto alla gente, senza barriere. All’arrivo, gli ospiti scrutano il cielo come aruspici. Le previsioni danno pioggia e grandine, ma la fortuna aiuta gli audaci. E su ogni seat è appoggiato un ombrello di 180 cm di diametro. Le prime gocce partono con lo show e la spring-summer 2026 firmata da Alexandre Mattiussi si trasforma in una festa collettiva, allegra anche se inzuppata, perfettamente in linea con il nome e lo spirito della maison.
Dalla sede su rue Étienne Marcel, trasformata per l’occasione in backstage, l’intero team dal ceo agli impiegati, lascia spazio al rito della sfilata. Il sound alterna Ravel a Édith Piaf, e l’atmosfera è quella di un aperitivo d’estate allargato alla fashion community, che arriva in massa. Catherine Deneuve con i suoi occhiali neri, Lou Doillon, l’attrice Noée Abita, il regista Christophe Honoré, amici storici e nuovi volti, tutti seduti in cerchio come a una festa di quartiere. In passerella, il guardaroba Ami esplode in leggerezza. Colori freschi come il verde matcha, il giallo pastello, l’inchiostro e il blu cachemire, si alternano a neutri sofisticati.

Le silhouette si fanno più audaci, tra pantaloni balloon, camicie a righe sovrapposte, abiti in maglia fluida e organza, giacche sartoriali strette o destrutturate, portate con disinvoltura. Le proporzioni giocano con il volume e il gesto, tra maniche rimboccate, colletti alzati, camicie portate fuori dai pants. Il contrasto tra materiali, dalla viscosa al denim grezzo, dalla seta al lino, sottolinea una ricerca attenta, ma mai forzata. I dettagli sono affettuosamente naïf tra cuciture a vista, charms a forma di croissant e caffè, messaggi stampati su T-shirt e cappellini («Thank you for being a friend»), quasi a ricordare che la moda, da Ami, è anche una questione di vicinanza.
Giudizio. La collezione è costruita per essere completa e dinamica, tra sneakers tecniche e sandali minimali, borse Carrousel e foulard plissé, la vera forza resta quella dell’incontro. Per una sera, tra moda e città. A confermare che può esistere un friendly luxury, per un marchio che porta l’amicizia nel nome. (riproduzione riservata)