TrendAl galoppo con Emporio Armani. Nel finale lo stilista esce con Leo Dell'Orco e la nipote Silvana
Virata outdoor per il brand. Che evoca i cavalli della Camargue tra silhouette morbide, maglieria sofisticata e tinte sbiadite dal sole come nei quadri di Cézanne. Nel front row, i cantanti Jackson Yee e Tananai
L’invito è già statement. Un libretto fotografico con scatti di cavalli bianchi al galoppo tra le onde. Sfogliandolo, si percepisce il movimento. «Questa collezione porta l’uomo Emporio Armani fuori dal suo usuale habitat metropolitano per condurlo a cavallo attraverso declivi assolati, distese di lavanda, campi di grano a perdita d’occhio, pervaso da un senso di travolgente indipendenza», spiega Giorgio Armani nelle note.
La ricerca del designer, che l’11 luglio compirà 90 anni, si focalizza stavolta su una voglia di natura vissuta con consapevolezza. Sono i pantaloni, indossati con i mocassini o gli stivali, a catturare il mood campestre ed equestre della stagione: dritti e morbidi, hanno bottoni e zip al fondo per raccoglierne il volume, vite alte da portare ripiegate, ed effetti patchwork che sottolineano le costruzioni.
Al picco della libertà, diventano bermuda di pelle, da portare solo con il cappello di paglia intrecciata, la borsa da buttero in crosta o una cesta riempita di lavanda. Come si nota da alcune stagioni, la maglieria diventa un nuovo baricentro della linea Emporio Armani, con una ricerca di silhouette e pesi che si coglie per sottrazione, spesso. Una delle caratteristiche più significative dello stilista che ha rivoluzionato il guardaroba a partire dalle giacche destrutturate.
I materiali sono importanti. Lane leggerissime mescolate alla seta e poi lini e canape dalla mano intensa, ma anche pelli scamosciate, le reti, il bull denim forato e il cady liquido. Tutte queste fabric danno consistenza a un guardaroba fatto di capi impalpabili dai volumi aerei. Nel front row, i cantanti Jackson Yee e Tananai applaudono convinti.
Giudizio. «Chiedimi di mostrarti poesia in movimento, e ti mostrerò un cavallo», ha scritto il poeta elisabettiano Ben Jonson. Lo stesso si può dire per questa collezione. La palette, consumata dal sole, evoca la pittura polverosa del macchiaiolo Fattori, o la provenza assolata di Cézanne o Van Gogh. Una nuova prova di stile per il timeless Armani. (riproduzione riservata)