TrendAl conclave di Dolce&Gabbana su Castel Sant’Angelo
Il marchio presenta l’Alta sartoria maschile davanti al mausoleo di Adriano a Roma in un omaggio ai paramenti sacri della chiesa. Tra cappe ricamate, croci, biancheria religiosa, abiti da chierichetto e manti papali
Una processione di cardinali sfila su ponte Sant’Angelo in una scena che sembra tratta dal recente film Conclave. Sono comparse vestite da Tirelli, storica sartoria romana del clero, portano occhiali da sole forse per proteggersi da sguardi indiscreti e osservare la cerimonia dell’Alta sartoria di Dolce&Gabbana.
Il suono delle campane scandisce l’avvio dello show che Domenico Dolce e Stefano Gabbana costruiscono attorno a una personale interpretazione dei paramenti liturgici. Il fatto che un conclave vero si sia da poco tenuto è una pura coincidenza dato che la preparazione della collezione è iniziata circa un anno fa. Ma del resto, la location di Castel Sant’Angelo a Roma, mausoleo di Adriano e per alcuni periodi residenza pontificia, non poteva che ispirare un guardaroba costruito, con rispetto, attorno al vestire religioso. A partire dal primo look, una cappa realizzata con tessuti diversi combinati tra di loro come in un mosaico pittorico. Un’elaborata composizione, che spazia dal moiré jacquard per riprodurre l’effetto del marmo e delle sue venature a un materiale creato appositamente per mimare i sampietrini, con ritratti di pontefici come una cornice solenne.

L’estetica del mondo ecclesiastico si fonde alle opere d’arte di Castel Sant’Angelo, che prende forma tridimensionale sui bustini candidi ricamati con micro drappeggi di seta per riprodurre i volti delle statue che ritmano il ponte, create dal Bernini e dei suoi allievi. La funzione prosegue attraverso un excursus sulle vesti da chierichetto, realizzate con originali biancherie religiose trasformate sapientemente grazie a tagli sartoriali, proseguendo con gli abiti talari dalle pettorine di pizzo, le vesti e i lunghi cappotti decorati da croci d’oro ricamate o impreziosite da perle. In un attimo si apre una sequenza di rosari, interrotta dalle stole illuminate da bagliori di fili d’oro fino ad arrivare ai manti papali con cui si chiude trionfalmente lo show. Sono indossati da ragazzi con i capelli accomodati in riccioli precisi per mimare le acconciature di marmo candido delle statue romane e con occhiali da vista, indossati con la serietà e l’eleganza di promettenti seminaristi.
Giudizio. Uno spettacolo di fuochi d’artificio illumina Castel Sant’Angelo. È l’omaggio che Dolce&Gabbana regala al suo pubblico dell’Alta moda e dell’Alta sartoria, accompagnato poi ai piedi della scalinata di Trinità dei monti, chiusa per l’occasione al solo passaggio dei guest. Un’esperienza unica che arricchisce la vista di una collezione iper preziosa, opulenta e scenografica. Che celebra il luogo ospitante con rispetto. (riproduzione riservata)