TrendA palazzo con Alberta Ferretti
Per il debutto alla direzione creativa del marchio di Aeffe, Lorenzo Serafini sceglie di sfilare nell’headquarter di Milano con un nuovo romanticismo. Tra sleep dress, coat destrutturati, soft tailoring, abiti a colonna e chiffon

Le porte del palazzo di via Donizetti, sede milanese del gruppo Aeffe, si aprono al pubblico per accogliere la sfilata di Alberta Ferretti che segna il debutto alla direzione creativa di Lorenzo Serafini. Nonostante siano passati dieci anni da quando il designer firmò la sua prima collezione per Philosophy, ora accorpata alla main line, lo show ha il sapore di un debutto e l’emozione è palpabile. «Quando mi hanno proposto la direzione creativa ho pensato subito di sfilare nel palazzo per l’atmosfera più raccolta e per una vicinanza con il pubblico che mi avrebbe permesso di creare un contatto emozionale tra l’abito e le persone», spiega a MFF Serafini. «Era anche il modo per ricostruire un ponte tra passato e presente. Qui Alberta sfilò negli anni 90, quando il suo nome stava diventando internazionale». Un omaggio sentito alla designer del marchio omonimo, presente allo show, che non ha però sapore nostalgico. Lo dimostra il nome della collezione, Progressive romantics, lo conferma l’approccio di Serafini, che decostruisce il linguaggio della casa di moda rileggendone i codici per adattarli a un romanticismo attuale. Nel moodboard spiccano due scatti di Carla e Franca Sozzani, «donne che hanno contribuito a definire l’estetica della casa», aggiunge Serafini. Tra immagini che evocano l’estetica di Vionnet e una femminilità delicata ma scultorea al contempo.
Apre uno sleep dress portato con un cappotto di cashmere mannish destrutturato. La modella lo indossa con delle ciabattine di pelle per «ricevere a casa», percorrendo le scale, le stanze e la via che porta al cortile del palazzo. Il dress di chiffon viene rivisitato e tradotto, in un certo senso, nella quotidianità. Talvolta è smontato e ricomposto in un tailoring soft tra ampi pantaloni trasparenti e giacche smoking allungate. Altre è trasformato in sottovesti sovrastate da pepli. Un abito a colonna diventa un tutt’uno con la sua cappa che lascia scoperta la schiena grazie a uno scollo ovale. Viene indossato con un’attitutine fresca, con le mani infilate nelle tasche. Accenti di colore, a partire dal rosso acceso, fanno braccia all’interno di una palette dai toni sussurrati. Il finale è riservato a uno speciale gown da sposa in chiffon impreziosito da una micro plissettatura hand made.
Giudizio. Lorenzo Serafini combina la sua visione con l’estetica consolidata di Alberta Ferretti. I due mondi, in realtà, non sono mai stati troppo lontani e il risultato è un nuovo approccio, moderno anche nel prezzo. «L’accorpamento tra la main line e Philosophy ha infatti imposto la scelta di un price point più mirato», sottolinea il designer. Ora la voce spetta al mercato che dovrà giudicare il risultato di questa prima prova. (riproduzione riservata)