Business«A breve accordo Italia-Francia su moda e calzature». L’annuncio del ministro Adolfo Urso al Forum in Masseria
Il ministro Adolfo Urso annuncia un patto tra Italia e Francia per rafforzare l'ecosistema della moda. L'iniziativa coinvolge i colossi Lvmh e Kering, puntando a tutelare e valorizzare la filiera produttiva
«Stiamo per sottoscrivere un accordo strategico tra Italia e Francia per consolidare un ecosistema comune su moda e calzature», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al Forum in Masseria 2026, la rassegna economica e politica organizzata da Bruno Vespa e Comin & Partners. Urso ha spiegato di aver «incontrato Arnault a Parigi e per questo nelle prossime settimane definiremo un patto Italia-Francia sia a livello di associazione di imprese che di governo per rafforzare la filiera della moda. I grandi brand guidati da Arnault e Pinault producono gran parte in Italia».
L'incontro a Parigi
Un paio di settimane fa Urso ha incontrato e i vertici dei colossi Lvmh e Kering. «L’Italia è la fabbrica del lusso mondiale. Serve un patto con la Francia per tutelare la filiera», era stato il messaggio lanciato dal numero uno del Mimit, che ha incontrato prima Bernard Arnault, accompagnato da Toni Belloni, presidente di Lvmh Italia, e dal figlio Frédéric Arnault, ceo di Loro Piana, e successivamente, nella sede di Kering, il ceo Luca de Meo e la chief sustainability officer Marie-Claire Daveu. Al centro degli incontri il rafforzamento della cooperazione industriale tra Italia e Francia nel comparto moda e lusso, con particolare attenzione alla tutela della filiera produttiva, alla tracciabilità e al contrasto delle irregolarità lungo la catena di fornitura. «Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli che siamo in presenza di un unico ecosistema industriale», aveva dichiarato Urso.
Arnault: Italia centrale
Da parte sua, Arnault aveva ribadito la centralità del sistema produttivo italiano nelle strategie del gruppo francese, definendolo uno degli ecosistemi industriali più dinamici e attrattivi a livello globale. Una fiducia che si riflette nei numeri. Lvmh impiega infatti in Italia quasi 20 mila addetti tra occupazione diretta e indiretta e concentra nel Paese circa l’80% della propria supply chain. Il legame con l’Italia passa sia attraverso i marchi tricolore entrati nel portafoglio del gruppo nel corso degli anni, da Fendi a Bulgari fino a Loro Piana, sia attraverso diverse maison tra cui Louis Vuitton, Dior, Celine, Givenchy e Thélios che affidano una quota significativa della produzione alla manifattura tricolore.
Negli ultimi cinque anni il colosso del lusso ha investito nel Paese circa 500 milioni di euro all’anno. Un impegno che, secondo l’imprenditore francese, proseguirà anche nei prossimi anni con l’obiettivo di aumentare l’occupazione e consolidare ulteriormente una filiera considerata strategica per la competitività globale del gruppo. (riproduzione riservata)
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