Nuovo Etf azionario globale Esg
Axa Im propone la versione Paris Aligned dell’indice Msci World, cavalcando l’onda verde e la transizione energetica
Almeno in ambito europeo, la svolta sostenibile non cede il passo, a differenza di quanto si osserva negli Stati Uniti. E le nuove emissioni di prodotti indicizzati riflettono tale domanda, dove tra le ultime proposte si segnala l’Etf Axa Im Msci World Equity Pab. Tale prodotto replica passivamente l’indice Msci World Climate Paris Aligned, e parte in Italia con un patrimonio già piuttosto consistente, prossimo a 93 milioni di dollari. L'Indice MSCI World Climate Paris Aligned deriva dall'indice Msci World, e comprende titoli a grande e media capitalizzazione di 23 Paesi dei Mercati Sviluppati; è stato concepito per supportare gli investitori che cercano di ridurre la loro esposizione ai rischi climatici di transizione e fisici, sfruttando le opportunità derivanti dalla transizione verso un'economia a più basse emissioni di carbonio; come dice il nome stesso del prodotto, l’allineamento è nei confronti dell'Accordo di Parigi del 2015.
Gli indici di decarbonizzazione, come i Paris Aligned Benchmark, sono stati disegnati per coloro che vogliono decarbonizzare i loro portafogli ottenendo al contempo un rendimento allineato ai consueti indici a capitalizzazione. Un investitore con una minore propensione al rischio può trovare nella diversificazione offerta dai mercati globali un complemento al profilo di volatilità storicamente più basso delle società più grandi. Investire negli indici diversificati su scala mondiale significa investire nell'industria globale, ma l'inclusione proporzionale di società e settori ad alta intensità di carbonio, come i fornitori tradizionali di energia, i prodotti chimici o le costruzioni, potrebbe non essere adatta agli investitori responsabili o che hanno obiettivi di decarbonizzazione e cambiamento climatico.
La gamma di indici Msci allineata agli accordi di Parigi è stata concepita per offrire agli investitori un modo per sfruttare il potenziale di crescita dei mercati azionari, con l'ulteriore vantaggio di allineare gli obiettivi di investimento con quelli dell'Accordo di Parigi, il trattato globale concepito per rafforzare la risposta globale al cambiamento climatico. Contribuire alla lotta contro l'innalzamento delle temperature globali potrebbe offrire una maggiore resilienza del portafoglio contro i rischi legati al clima, nonché la possibilità di beneficiare delle interessanti opportunità associate alla transizione verso un'economia a zero emissioni.
L'indice incorpora così le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd) che sono complementari ai requisiti di benchmark allineati all'UE di Parigi e intende superare i requisiti minimi di tale accordo. Per questo, l’Etf è classificato come articolo 8 per la normativa europea Sfdr. Guardando alla ripartizione settoriale dell'Msci World Climate Paris Aligned, le azioni tecnologiche valgono il 28%, seguono i financials con il 17%, industriali con il 14%, health care con il 13%, etc.
In merito alle esclusioni, non potranno far parte dell’indice le azioni di società coinvolte in armi, tabacco, carbone termico, estrazione di petrolio e gas, armi nucleari. Per quanto riguarda le ottimizzazioni, si mira a ridurre almeno del 50% l'esposizione al rischio fisico derivante da eventi meteorologici estremi e aumentare l'esposizione alle opportunità di transizione climatica. Verrà ridotto il peso delle società valutate come forti emittenti di carbonio in base alle emissioni di ambito, e aumentato il peso delle società con obiettivi credibili di riduzione delle emissioni di carbonio. Al tempo stesso, si vuole ottenere un tracking error modesto rispetto all'indice principale, con un basso turnover di portafoglio.
Tra le particolarità dell’indice più interessanti si segnala la grande diversificazione, derivante dalla presenza di oltre 600 componenti, rispetto ai 1430 dell’indice originario. L’allocazione settoriale evidenzia per il Msci World Pab un sovrappeso sul Real Estate del 3,4%, ma anche il settore Information Technology evidenzia un +2,68% in termini relativi; a scapito di beni di consumo di base (-4,28%) ed energia (-4,22%). In termini geografici sono, invece, sovrappesati il Canada (+1,50%) e la Svizzera (+0,89%), bilanciati da un leggero sottopeso sugli Stati Uniti (-1,53%) e Regno Unito (-1,03%). Il tracking error rispetto al Msci World è stimato attorno all’1,5%. (riproduzione