Etf attivo sui bond societari
Axa Im propone un nuovo replicante che ricerca transparent alpha nel credito di elevato standing in euro, con filtri Esg
L’offerta di Etf a gestione attiva si arricchisce sempre più. Guardando al decennio passato, se gli Etf classici sono mediamente cresciuti del 19% annuo, il tasso di crescita di quelli a gestione attiva si fotografa a +32% annuo, anche se in termini di valore assoluto c’è ancora molta strada da fare: a livello globale, le masse impiegate nei prodotti passivi sono stimate a oltre 16 mila miliardi di dollari per fine 2026, affiancate da oltre 1 miliardo di dollari destinati a Etf attivi. Tra gli ultimi listing più interessanti in tale categoria si segnala il prodotto listato da Axa IM, che punta ai bond societari in euro di livello investment grade e con filtri di sostenibilità. D’altronde, il contesto di investimento è radicalmente mutato rispetto al precedente decennio, ed entrare oggi nell’asset class obbligazionaria può generare buone soddisfazioni per i risparmiatori, senza assumersi chissà quali rischi. Una attenta gestione attiva può, inoltre, permettere di creare un ulteriore alpha rispetto ad un indice passivo. L’obiettivo dell’Etf Axa IM Euro Credit Pab è di perseguire la crescita del capitale nel lungo termine, investendo il capitale in un portafoglio gestito attivamente di titoli societari di livello investment grade denominati in euro, mantenendo al tempo stesso un obiettivo di decarbonizzazione in linea con le emissioni di carbonio dell'ICE BofA Euro Corporate Index Paris Aligned.
L’Etf viene gestito attivamente e tiene conto dell'indice di riferimento applicando un ribilanciamento su base mensile. Il fondo investe almeno il 90% del patrimonio in titoli obbligazionari di rating almeno BBB- attribuito da S&P o rating equivalenti attribuiti da Moody's o Fitch; se privi di rating, devono essere giudicati equivalenti a tali rating dal gestore dell’Etf. Inoltre, le obbligazioni devono essere denominate in euro e si tratta principalmente di bond a tasso fisso emessi da società i cui titoli rientrano nell'indice di riferimento. L’Etf può anche investire in green bond e obbligazioni sociali, sostenibili e legate alla sostenibilità, e viene classificato come articolo 8 della normativa Sfdr. La ricerca di alpha, o extra-rendimento rispetto all’indice, è attuata tramite l’allocazione settoriale e la credit selection da parte del team Euro Credit IG di Axa IM.
L'indice di riferimento ha obiettivi specifici e prevede filtri di esclusione rispetto all'indice primario ICE BofA Euro Corporate, al fine di ridurre le emissioni di carbonio delle sue componenti del 50% rispetto all'indice primario seguendo una traiettoria orientata al raggiungimento della neutralità carbonica entro la fine del 2050 con un tasso annualizzato di riduzione delle emissioni di carbonio di almeno il 7%, di eliminare gli emittenti coinvolti in determinate attività Esg e/o legate al clima e di escludere le attività legate ai combustibili fossili. Inoltre, l'indice di riferimento deve risultare sempre inferiore di almeno il 50% rispetto al livello di carbonio dell'indice primario.
Gli elementi distintivi si possono, quindi, riassumere nella gestione attiva ma con basso tracking error (max 1%), nell’esposizione Paris Aligned, in un Ter basso (0,20%), il tutto affiancato da rendimenti attesi importanti. L’universo di partenza è rappresentato dall’indice primario, il ICE BofA Euro Corporate, ma il benchmark rispetto al quale è parametrato il gestore dell’Etf è l’indice ICE BofA Euro Corporate Index Paris Aligned (Absolute Emissions); l’Etf, partendo dalle componenti precedenti, viene quindi gestito attivamente e in termini settoriali si punta ad una divergenza dei pesi del portafoglio, rispetto all’indice di riferimento, inferiore al 3%; Axa Im mira quindi al transparent alpha, ovvero alla generazione di extra-rendimento rispetto all’indice ma senza assumere un bias eccessivo rispetto allo stesso.
Guardando ai dati del portafoglio dell’Etf, a fine agosto lo yield to worst è fotografato al 4,54% annuo, con una modified duration di 4,20 anni e rating medio BBB. La scrematura applicata in termini di numero di titoli è notevole: dai 3457 componenti del benchmark originario si passa a 270 dell’Etf, ovvero 108 distinti emittenti. (riproduzione riservata)