skin track
Bond ai raggi X

Unicredit 2037 tasso misto

Rischio a scadenza
Rischio a scadenza
Moderato
Grado di oscillazione del valore nel tempo
Grado di oscillazione del valore nel tempo
Contenuto
download pdf
Il giudizio di MFIU

La struttura a tasso misto comporta livelli di rischio contenuti, anche per via dell'assenza del rischio di cambio.

A chi è adatto. A chi cerca un impiego senza rischi eccessivi fino alla scadenza e confida nella stabilità dei rating che interessano il bond.

Obiettivo dell’investimento. Ricerca di una discreta sicurezza nell’impiego sostanzialmente a tasso variabile, legato ai tassi di breve termine o all’inflazione, rinunciando a livelli superiori di affidabilità creditizia nel tentativo di raggiungere rendimenti più elevati. La tipologia di bond sconsiglia il disinvestimento prima della scadenza, a meno che non sia strettamente necessario.


Milano Finanza Intelligence Unit

Nuovo tasso misto in euro

Unicredit quota un bond che utilizza un fattore di moltiplicazione rispetto all’Euribor, con cap al 4,85% per la parte variabile

Fausto Tenini
07/12/2024

L’inflazione è in calo e i tassi di interesse pure, ma sul medio-lungo periodo nessuno può dire dove andranno tali variabili finanziarie. Attualmente le aspettative sono a favore di un lento ritorno del carovita verso il 2% nell’area euro, ed anche i tassi di interesse dovrebbero muoversi di riflesso, a meno di nuovi shock oggi impossibili da prevedere. In tale scenario, inserire in portafoglio un bond che prevede cedole fisse nei primi anni e successivamente variabili può fungere da copertura da eventi oggi imponderabili, in grado di far risalire i tassi di interesse verso livelli più elevati di quelli attualmente stimati. Tra gli ultimi listing (sia su Mot che Eurotlx) si segnala un bond a tasso misto di Unicredit, dalle caratteristiche interessanti.  

L’obbligazione è un tasso misto in euro, che prevede per i primi 2 anni cedole fisse pagate su base annua ogni 15 novembre, per un importo pari al 4,85% lordo del nominale (3,59% netto). Successivamente, in data 15 novembre 2026, ovvero subito dopo lo stacco della seconda cedola a tasso fisso, il bond si trasforma in un’obbligazione a tasso variabile, fino alla data di scadenza fissata nel novembre 2037. La struttura a tasso variabile è interessante in quanto verrà pagato il doppio del tasso Euribor a 3 mesi, sempre su base annua in termini di cedole. Se, ad esempio, l’Euribor a 3 mesi tra un paio di anni si collocherà al 2%, il bond pagherà per il terzo anno una cedola del 4% annuo lordo. Una limitazione è, però, rappresentata da un cap, applicato proprio sulle cedole variabili: il tasso annuo pagato non potrà risultare superiore al 4,85% annuo, lo stesso valore fissato per le prime 2 cedole a tasso fisso.

Ne consegue che l’investitore incasserà elevati flussi cedolari se l’Euribor si manterrà su valori relativamente elevati, ma nel caso di forte impennata nei tassi a breve il possessore del bond non riuscirà a scaricare completamente tale elemento sulle cedole, in quanto il cap al 4,85% non lo permetterebbe; se, ad esempio, l’Euribor si collocherà tra qualche anno al 5% (i livelli del 2008), chi ha il bond in portafoglio non incasserà il 10% (2 volte il tasso Euribor a 3 mesi) ma si dovrà accontentare del 4,85% annuo lordo. Se, invece, l’Euribor a 3 mesi si dovesse collocare, tra qualche anno, al 2%, in uno scenario coerente con le attuali aspettative in termini di inflazione e tassi di interesse, l’investitore incasserebbe una generosa cedola annua rispetto al livello dei tassi di quel momento, pari al 4% lordo.

Il bond prevede, giustamente, un floor della cedola allo 0%, nel senso che se i tassi dovessero tornare in territorio negativo, ciò non si tramuterebbe in un onere per il possessore dell’obbligazione; non è previsto, peraltro, il rimborso anticipato da parte dell’emittente. L’accessibilità allo strumento finanziario è molto elevata grazie al lotto minimo particolarmente contenuto, pari a 1000 euro, e non è presente alcun rischio di cambio.

Chiaramente, si può dare una indicazione molto superficiale del rendimento atteso, in quanto la componente a tasso fisso è marginale rispetto a quella a tasso variabile. Considerando l’attuale livello dell’Euribor a 3 mesi, si stimano cedole future che si collocano proprio sul cap del 4,85% annuo. In tal caso (lo scenario più favorevole) il rendimento annuo lordo del bond si attesterebbe al 4,84% annuo, che scende al 3,59% in termini netti. Più probabile una situazione meno favorevole, determinata da alcune cedole variabili inferiori al cap. Chi acquista il bond sta quindi scommettendo sul fatto che i tassi nell’area euro, in futuro, non scendano eccessivamente (non si portino di nuovo verso lo zero) e al tempo stesso che non schizzino su livelli troppo alti, anche superiori a quanto osservato a cavallo tra il 2023 e il 2024 (dinamica oggi poco probabile ma non del tutto escludibile).

Lo scenario migliore sarebbe rappresentato da un Euribor a 3 mesi che si mantiene (tra qualche anno e fino a scadenza) poco sopra il 2%, situazione che permetterebbe alla cedola variabile di collocarsi a ridosso del cap remunerando nel modo migliore il possessore del bond grazie al fattore di moltiplicazione pari a 2. La scadenza è impegnativa, ma la struttura a tasso variabile attiva a partire dal novembre 2026 fa si che il rischio di tasso sia molto contenuto. (riproduzione riservata)

SCHEDA BOND

  • Unicredit 2037 tasso misto

  • Codice Isin:

    IT0005621450

  • Emittente:

    Unicredit

  • Periodo di offerta:

    dall' 15/11/2024 al 15/11/2037

  • Prezzo di emissione:

    Alla pari (100), ovvero al 100% del valore nominale.

  • Lotto minimo:

    1.000 euro di valore nominale.

  • Periodicità e tipo cedole:

    Cedole annuali.
    Il valore delle prime 2 cedole è fisso (4,85% annuo lordo); le restanti cedole sono a tasso variabile, Euribor3M moltiplicato per 2, con cap al 4,85%

  • Base di calcolo rateo:

    30/360

  • Godimento:

    dal 15/11/2024

  • Scadenza:

    15/11/2037

  • Opzione call di rimborso anticipato:

    No

  • Modalità e prezzo di rimborso:

    Alla pari (100).<br>100% del valore nominale rimborsato a scadenza.

  • Circuiti di negoziazione

    L'obbligazione è negoziata su Mot e Eurotlx

  • Rischio di cambio:

    Nessuno. L'obbligazione è denominata in euro.

  • Imposizione fiscale:

    26,00% sui proventi.

  • Ammontare dell’emissione:

    100 milioni di euro

  • Livello di subordinazione

  • Obbligazione ordinaria senior non assistita da garanzia, senza alcuna subordinazione. Si tratta del tipo più diffuso di obbligazione, dove il pagamento delle cedole o il rimborso non possono essere posticipati senza incorrere nel default. Per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi risponde unicamente l’emittente con il suo patrimonio: il bond non beneficia di alcuna garanzia reale o di terzi e non è assistita dalla garanzia del fondo interbancario di tutela dei depositi. In caso di dissesto dell’emittente, l’obbligazione potrà subire una decurtazione parziale o totale del valore se le perdite non troveranno capienza prima tra gli azionisti e poi tra tutti i detentori di titoli di debito subordinato.

  • Rating emittente di medio-lungo termine

  • Standard&Poor's:

    BBB [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Moody 's:

    Baa1 [Baa2 Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • Fitch:

    BBB [BBB+ Italia]
    Rating dell’emissione: assente.

  • I rating esposti riguardano la solidità dell’emittente, messi a confronto con i rating dello Stato italiano indicati tra parentesi quadre. Al momento la capacità di onorare le scadenze da parte dell’emittente è giudicata soddisfacente, pur rimanendo sensibile alle eventuali circostanze avverse.