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Yacht italiani, leader globali: il mare traina il Made in Italy di lusso

L’Italia domina il mercato globale della nautica di lusso: prima per export, con il 54% degli ordini di superyacht e un ruolo chiave nella bilancia commerciale. Un’eccellenza industriale che unisce design, sostenibilità e visione strategica

di Giuliano Luzzatto
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Il mare come orizzonte e come opportunità economica. È questa la chiave di lettura che emerge dal report The State of the Art of the Global Yachting Market, realizzato da Deloitte in collaborazione con Confindustria Nautica e presentato in anteprima nella prestigiosa cornice di Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, in occasione della presentazione del 65° Salone Nautico di Genova.

«Lo studio ci consente di comprendere il posizionamento dell’Italia nel contesto globale dell’industria nautica – ha spiegato Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica – e rappresenta un riferimento strategico per operatori e istituzioni, in vista della presentazione dei dati ufficiali di Nautica in Cifre 2024».

Yacht italiani, leader globali: il mare traina il Made in Italy di lusso

I numeri confermano una leadership indiscussa: l’Italia è il primo esportatore mondiale di yacht, con il 90% della produzione destinata ai mercati esteri. Un settore che vale circa il 13% del surplus della bilancia commerciale nazionale, in crescita esponenziale rispetto al 3% del 2015. Nei superyacht, la cantieristica tricolore domina: il 54% degli ordini globali e il 34% del valore complessivo appartengono a brand italiani, con particolare forza nel segmento tra i 30 e i 60 metri. «La nautica italiana si conferma un player globale di riferimento – ha sottolineato Tommaso Nastasi, partner Deloitte – grazie alla capacità di coniugare eccellenza industriale ed export, intercettando la domanda internazionale di grandi yacht di lusso».

Il 2023 ha segnato un anno record: il mercato mondiale delle nuove costruzioni ha raggiunto i 34,8 miliardi di euro, con una crescita del +7,3% rispetto all’anno precedente, ben oltre il ritmo del PIL globale (+2%). Nord America ed Europa restano i principali poli di riferimento, con il 72% della domanda finale, trainata dalla ricchezza degli Ultra High Net Worth Individuals, individui con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari.

Il 2024, tuttavia, ha evidenziato una fase di stabilizzazione, con un rallentamento nella fascia delle imbarcazioni di piccola taglia, parzialmente compensato dalla solidità dei superyacht e dei marchi premium. Le previsioni degli operatori per il triennio indicano un 2025 più contenuto, seguito da una nuova fase di crescita attesa tra il 2026 e il 2027.

Restano, però, alcuni fattori da monitorare con attenzione: l’incertezza legata ai dazi doganali, il fenomeno del destocking dei dealer, la revisione dei listini e l’importanza crescente delle nuove generazioni di armatori, sempre più attente a prodotti sostenibili, alla digitalizzazione e al design orientato al lifestyle più che alla navigazione pura. «I dazi – ha osservato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia – rappresentano una variabile decisiva per le performance future. Per un comparto che incide in modo così rilevante sulla bilancia commerciale del Paese, è fondamentale un’analisi attenta delle strategie doganali e delle opportunità di espansione verso nuovi mercati meno esposti a turbolenze tariffarie».

In un mondo in continua trasformazione, la nautica di lusso italiana sembra dunque destinata a rafforzare il proprio ruolo di ambasciatrice del Made in Italy, non solo per la qualità dei prodotti, ma per la capacità di interpretare e anticipare le nuove esigenze del luxury globale: esclusività, personalizzazione e, sempre più, responsabilità sociale. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 05/09/2025 12:01
Ultimo aggiornamento: 17/09/2025 11:46
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