L’anatomia patologica italiana sta diventato sempre più digitale ma alla base c’è ancora il prezioso lavoro ‘manuale’ dei tecnici dei laboratori biomedici. I vetrini sono allestiti manualmente senza poter ricorrere all’ausilio di apposite apparecchiature come avviene per altre analisi. Una figura professionale ancora misconosciuta e che necessita di essere maggiormente valorizzata all’interno del sistema sanitario nazionale. È quanto emerge dalla prima giornata del XXIX Congresso Nazionale in Tecniche di Laboratorio Biomedico dell’AITIC Associazione Italiana Tecnici di Laboratorio biomedico. L’evento vede riuniti a Riccione circa 200 specialisti provenienti da tutta Italia. “Il nostro obiettivo primario è l’allestimento dei vetrini di istologia e citologia che vengono poi consegnati agli anatomo-patologi per le diagnosi – sottolinea Fulvia Colonna, presidente nazionale dell’AITIC – Dobbiamo fornire agli specialisti un preparato eccellente per poter così dare un riscontro più preciso possibile al paziente. Ogni singolo vetrino deve essere standardizzato e rispettare alcuni parametri prestabiliti soprattutto adesso che viaggiamo verso la ‘digital pathology’ e all’intelligenza artificiale. Questo sta avvenendo soprattutto in oncologia dove è sempre più frequente il ricorso alle target therapy e la medicina di precisione. Si può arrivare alle cure ‘personalizzate’ solo tramite un’accurata diagnosi istologica e quindi anche attraverso il nostro lavoro”.
Al congresso di Riccione si festeggiano inoltre i 20 anni di attività dell’AITIC. “E’ un traguardo importante per un’associazione che negli anni è cresciuta occupandosi, in primis, della formazione e dell’aggiornamento dei colleghi che operano nei laboratori di anatomia patologica – prosegue la presidente Colonna – Rappresentiamo oltre 4 mila professionisti e siamo oggi un’ATS, Associazione Tecnico-Scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute. Il nostro ruolo è diventato ancor più centrale nella realizzazione di raccomandazioni, position statement tecnico-metodologici e nell’indirizzo di attività e competenze professionali. Bisogna ricordare che non esistono, per noi tecnici, delle linee guida accreditate a livello nazionale come, per esempio, quelle valide per gli oncologi dell’AIOM o gli anatomo-patologi della SIAPEC. Con i documenti che prepariamo cerchiamo di fornire indicazioni comuni e condivise a tutti colleghi”.
“In questi ultimi 20 anni abbiamo cercato di dare un nostro contributo al miglioramento della salute del cittadino – conclude Colonna – Ma come le terapie oncologiche stanno diventando sempre più mirate lo deve essere anche la nostra preparazione e formazione. Nella complessa evoluzione tecnologica dell’anatomia patologica ci vengono richieste competenze specifiche per le recenti attività da svolgere, diverse dalle di attività di routine. Diviene fondamentale, pertanto, che i Ministeri della Salute e dell’Università e Ricerca, in condivisione con le Regioni e le Società Scientifiche, producano atti e strumenti di ‘pianificazione, attuazione e valutazione’ dell’impatto Formativo sia sulla salute dei cittadini sia nel rispetto delle specifiche competenze professionali. Abbiamo perciò sottoscritto un documento in collaborazione con la SIAPEC-IAP, che abbiamo inviato al Ministero della Salute e al Ministero dell’Istruzione in cui indichiamo la ridefinizione degli ambiti, con modalità multi professionale dove competenze e responsabilità acquisite dal TSLB nel percorso formativo di base facciano seguito specifiche esigenze formative post base nel rispetto della normativa vigente e auspichiamo che il nuovo Governo possa fare propri i nostri suggerimenti”.