Una patologia visibile, che porta prurito persistente e talvolta dolore, il cui impatto non è solo fisico ma con ripercussioni professionali, emotive e sociali. L’eczema delle mani è una malattia infiammatoria cutanea dal decorso cronico-recidivante che richiede un approccio a lungo termine. Si manifesta su mani e polsi con arrossamento, vescicole, secchezza, ispessimento della pelle, fissurazioni e viene definita cronica quando i sintomi persistono per un periodo di almeno 3 mesi o si ripresentano due o più volte in 12 mesi. Per contrastarla in Italia è da poco disponibile una nuova opzione terapeutica in crema, ovvero delgocitinib di Leo Pharma, indicato in modo specifico per i pazienti adulti con eczema cronico delle mani da moderato a grave per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati.
La cura finora consisteva infatti nella prevenzione dei contatti con sostanze potenzialmente dannose, nel ripristino della barriera cutanea con emollienti e nella riduzione dell’infiammazione con i corticosteroidi. «Il trattamento di prima linea include corticosteroidi topici, spesso a breve termine, mentre per le forme severe può essere utilizzata una terapia sistemica dopo il fallimento dei topici», spiega Katharina Hansel, vicepresidente Società italiana di dermatologia allergologica professionale e ambientale (Sidapa). «Tuttavia, l’uso di terapie sistemiche può richiedere un monitoraggio aggiuntivo ed è associato a eventi avversi che possono portare alla riduzione della dose o all’interruzione». Di qui l’importanza di poter oggi beneficiare di una nuova possibilità terapeutica.
«Delgocitinib è il primo e unico inibitore topico pan-JAK, in grado di inibire l’attivazione della trasmissione del segnale Jak-Stat, che svolge un ruolo chiave nella patogenesi della malattia, e intervenire su diversi aspetti della stessa: infiammazione, disfunzione della barriera cutanea e prurito, contribuendo anche al miglioramento della pelle», afferma Silvia Mariel Ferrucci, responsabile Servizio di dermatologia allergologica della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
«Grazie alla somministrazione topica, delgocitinib offre i benefici di un inibitore del Jak con un profilo di sicurezza migliore rispetto alla terapia sistemica e rappresenta un’importante innovazione nella gestione dell’eczema cronico delle mani, perché dai risultati degli studi clinici è risultato efficace e ben tollerato nel breve e nel lungo termine. I dati clinici hanno riportato un rilevante miglioramento dei sintomi già dopo 1 giorno di terapia per quanto riguarda il prurito e dopo 3 giorni per il dolore».
L’approvazione di delgocitinib si basa sui risultati del programma clinico di fase 3 Delta 3, comprensivo di studi precedenti che hanno mostrato miglioramenti significativi già nelle prime settimane e un profilo di sicurezza coerente nelle estensioni di indagine a 36 settimane con un miglioramento anche della qualità di vita. (riproduzione riservata)