Percepite come una valida alternativa al fumo tradizionale per ridurre i danni del tabagismo, le sigarette elettroniche non sono tuttavia dispositivi privi di rischi. Stanno infatti emergendo evidenze scientifiche sempre più significative sul loro impatto nocivo sulla salute di cuore e vasi in particolare.
A richiamare l’attenzione su questo fattore di rischio emergente e ancora sottovalutato è A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale), che mette in guardia dai possibili effetti dei composti rilasciati dalle e-cig, ovvero nicotina, in concentrazioni spesso variabili e non sempre dichiarate, sostanze irritanti e composti organici volatili, metalli pesanti e particelle ultrafini, additivi aromatici: tutte sostanze che possono agire sull’endotelio vascolare, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, svolgendo un ruolo chiave nei meccanismi che portano all’ictus.
Diversi studi hanno per esempio dimostrato che il vaping, oltre ad alterare la funzione endoteliale, può aumentare lo stress ossidativo e l’infiammazione sistemica, favorire fenomeni di vasocostrizione e aumento della pressione arteriosa e contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche.
Inoltre, alcune analisi di tipo epidemiologico mettono in luce il fatto che gli utilizzatori di sigarette elettroniche presentano una maggiore probabilità di riportare eventi cerebro-cardiovascolari come l’ictus, rispetto ai non fumatori. Il rischio appare particolarmente elevato nei cosiddetti dual users, cioè coloro che utilizzano contemporaneamente sigarette tradizionali ed elettroniche. La nicotina, soprattutto, presente nella maggior parte dei dispositivi, è un potente agente vasoattivo che aumenta la frequenza cardiaca, alza la pressione arteriosa, favorisce l’instabilità delle placche aterosclerotiche e contribuisce alla trombosi. Tutti meccanismi questi che sono noti fattori di rischio per l’ictus ischemico.
«Le sigarette elettroniche non possono essere considerate innocue. Le evidenze scientifiche indicano che il loro utilizzo può avere effetti negativi sulla funzione vascolare e contribuire allo sviluppo di patologie cardiovascolari e cerebrovascolari», afferma Massimo Del Sette, direttore U.O.C. di neurologia e Centro ictus dell’Irccs Azienda ospedaliera metropolitana, Ospedale Policlinico San Martino di Genova. «È fondamentale che la comunità scientifica continui a studiare questi fenomeni e che venga promossa una corretta informazione per evitare che soprattutto i giovani sottovalutino i rischi».
La diffusione della sigaretta elettronica è infatti cresciuta rapidamente fra i più giovani negli ultimi anni. In questa fascia di popolazione il rischio non è immediatamente percepito, ma l’esposizione precoce a fattori di rischio vascolare può determinare effetti a lungo termine. Fra questi l’anticipazione di processi di danno vascolare, l’aumento del rischio di eventi cerebrovascolari precoci e la dipendenza da nicotina. (riproduzione riservata)