Whisky Women e donne di spirito
Ai vertici nel mondo degli Spirits ci sono sempre più donne. Dal whisky al rum, fino all'italianissima grappa.
Dal whisky al rum, dal gin fino all'italianissima grappa, ai vertici nel mondo degli spirits ci sono sempre più donne. Per la prima volta nei due secoli di storia una donna è diventata Master Blender di Johnnie Walker. Ma l’omonima Emma Walker non è un’eccezione. Dietro alcuni mostri sacri del Single Malt ci sono delle donne come Kristen Campbell, Mrs Macallan, e Rachel Barrie nota come la First Lady of Scotch.

Whisky Women
Soffitto di cristallo o meno, la strada per le donne non è stata spianata nemmeno tra i barili di Whisky, ma l'hanno percorsa prima di altri spiriti. Dietro alcuni dei marchi storici più famosi ancora oggi c'è proprio una donna come ricostruisce Fred Minnick in Whiskey Women: The Untold Story of How Women Saved Bourbon, Scotch, and Irish Whiskey (Potomac Books, 2013).

Di esempi nel libro ce ne sono molti. Come Helen Cumming, che nel 1811 divenne la prima donna al mondo a dirigere una distilleria quella del Cardhu (da cui poi sarebbe nato Johnnie Walker) e a far conoscere lo Scotch Oltreoceano.
O come Elizabeth Williamson: assunta subito dopo il diploma a Edimburgo come segretaria nel 1934 alla Laphroaig, alla morte del proprietario, Bessie prese la gestione della distilleria che traghettò fino alla seconda metà del Novecento.
Nello stesso periodo, Oltreoceano, Marjorie Samuels dava forma letteralmente al Bourboun Maker’s Mark, sua infatti l'idea dell'etichetta e della ceralacca rossa che ricordava le bottiglie di Cognac francesi.

Radicato nel passato, il rapporto tra donne e whisky vive un presente sotto i riflettori che si è ampiamente meritato. Come nel caso di Rachel Barrie, nota come la First Lady of Scotch, la donna dietro il rilancio dei brand di Lvmh (Ardbeg e Glenmorangie) e poi di Beam Suntory, per approdare oggi a Brown-Forman, dove segue da Master Blender, tra gli altri, di marchi come BenRiach, GlenDronach e Glenglassaugh.
Da sei anni c'è un donna anche al comando di Macallan, Kristen Campbell anche se preferisce definirsi la custode della tradizione che, nel 2024, festeggerà i due secoli tondi. Nel ruolo di Master Whisky Maker coordina un team di cinque persone, di cui fanno parte altre due autorità del whisky come Polly Polson e Sarah Burgess.
La presenza femminile è importante anche in Diageo e per incentivarla il colosso degli Spirits, nel 2020 aveva lanciato Caftswomen. Un progetto per l'inclusività che aveva come front woman proprio Emma Walker (Johnnie Walker), con Eboni Major (Bulleit), Joanna Scandella (Crown Royal), Maureen Robinson (Buchanan) e Nicole Austin (Cascade Hollow). Oltre alla decana del Rum Zacapa Lorena Vasquez.
Maestras Roneras
Entrata in Zacapa nel reparto controllo qualità Lorena Vasquez è diventata una delle prime donne Master Blender e icone del rum insieme con la giamaicana Joy Spence di Appleton Estate.

Un'eccezione in uno dei rami meno inclusivi che ci siano nel già settore molto maschile degli Spirits. Giusto per avere un'idea: Salomé Alemán Carriazo è stata la prima Maestra Ronera promossa a Cuba nel 2016. Ma, spalancata la strada, molte altre maestras roneras hanno seguito le loro orme.
The Gin Ladies
Meno recente, ma non meno difficile della via della melassa è stata quella che portava a ginepro e altre botanicals. Ma ora le Gin Ladies sono una lobby così potente da meritare un capitolo a parte.

Basta citarne giusto tre, ma da podio. Anne Brock, arrivata al ginepro dopo un dottorato in chimica a Oxford, e ora al timone di Bombay Sapphire. Lesley Gracie, cui nel 1999 era stato chiesto di riprodurre l’experience di mangiare sandwich al cetriolo in un parco inglese e lei se ne usci con quello che oggi è universalmente noto come Hendrick’s. E Joanne Moore, Master distiller con un quarto di secolo di esperienza che ha lanciato referenze di successo una su tutte l’esotico Ophir.
La grappa: un affare di famiglia
Il rapporto privilegiato tra donne e whisky nei paesi anglosassoni in Italia ha un corrispettivo, il mondo della grappa. E qui il pensiero non può che correre a Nonino, la famiglia che per prima ha trasformata quest'acquavite Cenerentola in regina dei distillati nota in tutto il mondo.

Nella tradizione della famiglia friulana le donne hanno sempre avuto un ruolo complementare ben prima delle pari opportunità. Dai tempi di Silvia Nonino, rimasta vedova nel 1940 e diventata prima donna a capo di una distilleria, fino a oggi che l'azienda è arrivata ad Antonella, Cristina ed Elisabetta, figlie di Giannola e Benito, inventori nel 1973 della Grappa di Monovitigno Nonino, con sole vinacce di uva Picolit.
Ed è proprio a Cristina Nonino che è passato il testimone di responsabile della distillazione artigianale Nonino: «Ancora oggi, dopo oltre trent’anni di esperienza in distilleria accanto a mio padre, il mio Maestro, quando distillo mi pervade un’emozione grandissima: profumo di casa, di famiglia, di calore, sento da dove vengo e mi sento rassicurata». (Riproduzione riservata)
Native Content