Whisky Party - Sfide spiritose tra Scozia e Giappone
Il clan nel mondo dello Scotch è una cosa seria, ma il duello alla Highlander per la perfezione fino all’ultima goccia non è tra Islay e Speyside, ma con i cugini giapponesi
Per ritrovare il gusto ludico di un sano antagonismo ormai tocca buttarsi sulle questioni di spirito. Nel mondo dei distillati la rivalità non porta allo scontro ma all’emulazione, una sfida per la perfezione fino all’ultima goccia, in perfetto equilibrio sul bordo di un bicchiere sempre pieno.
Il campo dei maltati è vasto e frastagliato quanto le coste dell’antica Caledonia. E i clan di appartenenza connotati quanto la trama dei loro tartan. Dai cultori del torbato affumicato, fedeli della casata di Ardbeg dell’Isola di Islay, agli appassionati del dram morbido dello Speyside, vellutato quanto un Macallan.

Si dibatte per una vocale di differenza tra i puristi del whisky scozzese e i ribelli del whiskey irlandese. E si distingue tra una doga e l’altra di botti ex Sherry Oloroso o di robusto bourbon americano. Il vero duello finale alla Highlander, però, non si svolge tra clan delle Highlands, ma con la fazione nipponica.
In Sol Levante si produce da oltre un secolo whisky di qualità, complice l’acqua surgiva purissima e un’ossessione tutta loro per la perfezione. Ma fino a poco tempo fa i whisky giapponesi erano una chicca da nerd. Una stranezza da Lost in translation: nel film di Sofia Coppola la giovane neo sposina trascurata Scarlett Johansson incontra l’attore in fase discendente di carriera Bill Murray finito a Tokyo per girare uno spot di Suntory, destinato al solo mercato giapponese (non a caso).
Allora, era il 2003, suonava esotico anche solo il brand, ora intenditori e appassionati sciorinano tutte le referenze, da Hibiki a Yamazaki, e conoscono ogni dettaglio della storia del mitico Masataka Taketsuru, figlio di produttori di sakè assunto da Shinjiro Torii dopo gli studi in Scozia negli anni 20, che lasciò per fondare una decina di anni dopo una distilleria tutta sua, Nikka. Ebbene sì, come nelle migliori leggende, le due nobili casate nipponiche hanno un comune mitico fondatore. (riproduzione riservata)
Native Content