Webuild vince un arbitrato contro l'Argentina. Un tribunale ha ordinato al Paese sudamericano il pagamento di più di 147 milioni di dollari (130 milioni di euro al cambio attuale) alla società guidata da Pietro Salini nell'ambito di un arbitrato, durato un decennio, riguardante la costruzione del collegamento autostradale Rosario-Victoria, che comprende anche un ponte di oltre 600 metri.
Il gruppo ha visto riconosciuti i propri diritti riguardo al progetto argentino i cui lavori sono stati completati nel 2004 e la cui concessione è stata rescissa nel 2014, davanti al Centro internazionale per la risoluzione delle controversie sugli investimenti, un organo della Banca Mondiale che risolve le controversie tra Stati e investitori esteri.
L’origine del caso è riconducibile a un contratto di concessione di 25 anni firmato nel 1998 nell'ambito delle riforme di privatizzazione argentine volte ad attrarre investimenti stranieri. Il progetto, tuttavia, ha dovuto affrontare notevoli difficoltà, tra cui ritardi nei pagamenti, il fallimento di un accordo di finanziamento con la Banca interamericana di sviluppo e l'emanazione della Legge di emergenza nel 2002, durante la crisi economica argentina. La legge aveva sganciato il valore del peso argentino dal dollaro statunitense, convertito in pesos i contratti pubblici originariamente stipulati in dollari e congelato le tariffe dei pedaggi, con un impatto significativo sulla sostenibilità finanziaria della concessione.
Il tribunale ha, quindi, condannato il Paese al pagamento, dopo una prima decisione a favore di Webuild nel 2023 e il successivo ricorso argentino, per non aver ristorato l'equilibrio economico del contratto successivamente alla fine della crisi finanziaria del 2001, violando così la legge argentina, il contratto di concessione e il trattato sugli investimenti bilaterale tra Italia e Argentina. Il tribunale arbitrale ha, infatti, considerato la condotta dell'Argentina come violazione dell'obbligo di «fair and equitable treatment» verso il gruppo quale investitore straniero.
Per Equita (rating buy e target price a 4,1 euro) e Banca Akros (rating accumulate e target price a 3,80 euro) si tratta di un riconoscimento importante per Webuild sia per la dimensione (circa il 4% dell'attuale capitalizzazione di mercato pari a 3,394 miliardi di euro) sia per il riconoscimento internazionale della correttezza dell'operato. A detta di Mediobanca Research (rating outperform) la notizia positiva supporta l'obiettivo della società di raggiungere una cassa netta di oltre 700 milioni di euro nel 2025. Il prossimo catalizzatore chiave sarà l'aggiornamento trimestrale sulla pipeline commerciale il 14 maggio. A Piazza Affari il titolo Webuild è salito in chiusura dell’1,09% a 3,352 euro, complice anche la notizia che il consorzio di imprese guidato dal gruppo per conto di Bbt Se, controllata per la parte italiana da Rfi, ha ultimato gli scavi in Italia per la galleria di base del Brennero. (riproduzione riservata)