Webuild cresce a doppia cifra nel primo semestre del 2025, nonostante lo scenario macroeconomico incerto. L’utile netto del gruppo di costruzioni guidato da Pietro Salini è balzato del 61% rispetto allo stesso periodo del 2024 a 132 milioni di euro e i ricavi del 22% a 6,7 miliardi di euro. L’ebitda ha raggiunto quota 564 milioni (+38%) con una marginalità pari all’8,4%, in crescita di 100 punti base rispetto al primo semestre del 2024. Inoltre, la posizione di cassa netta, pari a 275 milioni, si è confermata positiva per il sesto semestre consecutivo. Si tratta di dati superiori alle stime del consenso degli analisti.
Nota positiva anche la leva finanziaria che si è ridotta ulteriormente a 2,6 volte dalle 3 di fine 2024 a fronte di un indebitamento lordo pari a 2,924 miliardi (2,945 miliardi a fine 2024). Di recente Fitch ha migliorato il rating di Webuild da BB a BB+ con outlook stabile, portando il gruppo a un solo passo dall’investment grade. Inoltre, con l’obiettivo di anticipare la gestione delle scadenze previste nel 2025 e 2026, prolungando la vita media del debito, è stata completata con successo un’operazione di liability management che ha incluso un’emissione obbligazionaria per 450 milioni con scadenza 2031 e il riacquisto anticipato delle obbligazioni in scadenza nel 2025 e di parte di quelle in scadenza nel 2026. Oltre il 90% del debito corporate del gruppo in essere al 30 giugno 2025 è a tasso fisso, garantendo una protezione efficace contro la volatilità dei tassi di interesse.
Gli ordini acquisiti da inizio anno sono risultati pari a 6,5 miliardi, raggiungendo oltre il 50% del target per l’anno, e includono infrastrutture strategiche quali il Women and Babies Hospital di Perth, destinato a essere un nuovo centro di eccellenza, specializzato nella cura delle donne e dei bambini in Australia; il prolungamento della Linea C della metropolitana di Roma; la costruzione del nuovo polo culturale e commerciale di Diriyah, in Arabia Saudita, che prevede la costruzione di oltre 70 edifici e spazi pubblici; e i lavori di ampliamento e ammodernamento della Interstate 85 nella Carolina del Nord (Usa).
Mentre il portafoglio ordini ha superato i 58 miliardi, di cui circa 50 miliardi relativi alle attività construction, «garantendo ampia visibilità sui ricavi futuri e rappresentando una base solida per il prossimo piano industriale. La pipeline commerciale, pari a circa 85 miliardi, è alimentata da ingenti investimenti in infrastrutture strategiche per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, la sicurezza energetica, la crescita demografica e l’urbanizzazione», recita il comunicato stampa.
Alla luce dei risultati conseguiti nel semestre, Webuild ha confermato la guidance per l’esercizio 2025, che prevede un book-to-bill maggiore di 1, ricavi superiori a 12,5 miliardi (la stima del consenso è pari a 12,8 miliardi), un ebitda oltre 1,1 miliardi (1,12 miliardi il consenso) e una posizione di cassa netta superiore a 700 milioni.
La crescita è sostenuta dallo sviluppo dei principali progetti in Italia (Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria Milano-Genova e Verona-Padova, Alta Velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina), in Australia (Snowy Hydro 2.0, Sstom Sydney Metro, Perdaman e North East Link di Melbourne) e in Arabia Saudita (Trojena Dams), con più del 90% dei ricavi del primo semestre generati in mercati a basso profilo di rischio, a conferma della strategia di de-risking e del rafforzamento della presenza del gruppo nei Paesi core.
«I risultati del primo semestre hanno superato le attese e confermano la solidità e la resilienza del nostro modello industriale e la capacità di Webuild di generare e condividere valore sostenibile in un contesto globale oltremodo complesso e in continua evoluzione», ha sottolineato l’ad, Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, aggiungendo che la strategia di crescita «è alimentata da investimenti mirati, oltre 450 milioni nel semestre, e da un impegno costante verso l'innovazione, la sostenibilità e la valorizzazione delle persone che rappresentano il nostro più grande valore, con una competenza ed una passione fuori dal comune».
Con oltre 7.500 nuove assunzioni dall'inizio dell'anno, la società continua, infatti, a investire nel capitale umano e ad attrarre e formare i migliori talenti. In questo contesto positivo Salini guarda «con fiducia a un ulteriore sviluppo futuro, rafforzando la nostra posizione competitiva a livello globale al servizio delle comunità in cui operiamo».
I risultati semestrali, a detta di Equita, sono superiori alle attese a livello operativo con un fatturato e un ebitda decisamente sopra le attese, mentre sostanzialmente allineati a livello di free cash flow e di raccolta ordini.
Tuttavia, sotto l’ebitda, la Sim ha evidenziato D&A superiori alle attese ( 235 milioni contro i 210 milioni attesi) e un peggior andamento della gestione finanziaria legata a 25 milioni di maggiori oneri finanziari netti (per minori proventi finanziari) e a 90 milioni di perdite sui cambi (dollaro e Riyal saudita) «non incluse nelle nostre stime. Al netto dell’impatto dei cambi, stimiamo un utile netto adjusted in area 187 milioni contro i 123 previsti», ha precisato Equita.
In ogni caso la Sim ritiene che la visibilità sulla guidance/sue stime sia elevata con un potenziale upside, considerando la stagionalità del business (secondo semestre meglio del primo). «Le nostre attuali stime implicano un fatturato nel secondo semestre in calo del 4% anno su anno e un ebitda margin del 9,1%, +50 punti base rispetto allo stesso periodo del 2024.
Insomma, un set di risultati superiore alle attese con un andamento operativo che offre margine di upside sulle stime del consenso per fine 2025. «Il momentum sugli investimenti infrastrutturali rimane solido con Webuild ben posizionata a livello geografico per beneficiarne», ha aggiunto Equita. Potenziale catalyst nel breve è legato al Ponte sullo Stretto di Messina non incluso nelle stime della Sim in attesa della firma definitiva sul progetto (decisione Cipess attesa a inizio agosto).
Anche per Banca Akros le principali voci di conto economico sono risultate decisamente migliori delle attese. «I ricavi hanno superato le nostre stime dell’11% e hanno raggiunto circa il 53% dell'obiettivo dell’azienda per l’esercizio fiscale 2025, nonostante la stagionalità sia normalmente più favorevole nella seconda parte dell’anno. L’ebitda adjusted è stato del 14% superiore alle attese, con un margine ebitda in miglioramento di 100 punti base su base annua (contro i circa 90 bps attesi), a nostro avviso grazie a un mix geografico e di progetti più favorevole», spiega la banca d’affari.
Al contempo, «il debito lordo si è attestato a circa 2,9 miliardi, ovvero 300 milioni meglio delle attese, quasi in linea con la fine del 2024. Le nostre stime attuali sui ricavi per il 2025 a 12,735 miliardi ci sembrano un po’ conservative, in quanto implicano un rallentamento dei ricavi nel secondo semestre di circa il 7% su base annua», ha precisato Banca Akros.
Equita ha quindi confermato il rating buy e il target price a 4,10 euro sul titolo, banca akros accumulate (prezzo obiettivo a 4,10 euro). Nonostante i risultati in crescita l’azione Webuild, che viene comunque da un +27% negli ultimi tre mesi, perde il 2,60% a 3,824 euro a Piazza Affari. (riproduzione riservata)