L’ultima pietra miliare nell’avanzamento infrastrutturale dell’Italia è stata posta a metà ottobre, con l’inaugurazione della M4 di Milano, la metropolitana blu, che collega la zona San Cristoforo all’aeroporto di Linate. Ma il futuro e presente di Webuild è pronto ad arricchirsi di nuove opere strategiche, in forza di un portafoglio ordini che nel secondo semestre risultava pari a 65 miliardi di euro, di cui 56 miliardi relativo a construction, a cui si aggiunge una pipeline commerciale di oltre 94 miliardi di euro. Se con l’inaugurazione della M4, Webuild ha reso Milano la sesta città in Europa per lunghezza della rete metropolitana, con 118 chilometri totali, adesso il contractor guidato Pietro Salini è pronto a consegnare una nuova opera strategica destinata a fare la storia. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza avverrà infatti entro fine novembre l’inaugurazione della metropolitana di Salonicco, che con uno stanziamento di 1,2 miliardi sarà la più grande opera pubblica di Grecia.
Non solo Europa c’è nell’immediato futuro del big delle costruzioni, perché quando verrà archiviata anche l’inaugurazione della metro greca, con buone probabilità arriverà il turno dell’Arabia Saudita, dove sono quasi conclusi i lavori per realizzare i 176 chilometri della rete metropolitana di Riyadh. Webuild, parte del consorzio AiRyadh New Mobility, ha lavorato all’Orange Line, la linea 3, che con i suoi 41,6 chilometri è la più lunga dell’intera rete e include la Downtown Station, ubicata vicino al Palazzo del Governatore di Ryadh, e considerata una delle più iconiche della città con una superficie di 20 mila metri quadrati. Sempre a Ryadh, il gruppo sta partecipando alla gara per la Linea 7 della metro in consorzio con Alstom, Fcc e due aziende locali, per una commessa che secondo gli analisti di Banca Akros dovrebbe valere tra 3 e 5 miliardi di dollari, valutazione che si basa anche sulla lunghezza della linea 7 (65 chilometri di cui 47 sotterranei e 19 sopraelevati) e sul numero di stazioni (19 di cui 14 sotterranee). Il tutto mentre stanno continuando i lavori per la costruzione della Metro C di Roma e si va avanti con la prima tratta della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, per la quale Webuild lavora come parte del consorzio Xenia
Per quanto riguarda il giudizio degli analisti: il consenso segna per l’85,7% un rating buy e per il 14,3% il rating hold. Si va dal buy di Equita Sim e Kepler Cheuvreux, all’outperform di Bnp Paribas Exane, Mediobanca e Intermonte, fino all’accumulate di Banca Akros. Gli esperti di quest’ultima casa d’affari stimano una crescita importante per Webuild sull’intero anno. Il gruppo, in attesa che il 14 novembre si riunisca il cda per approvare i conti dei nove mesi, dopo aver chiuso il primo semestre con ricavi per 5,46 miliardi, un ebitda di 407 milioni e profitti per 81,97 milioni, ha stimato per l’intero anno di superare gli 11 miliardi di giro d’affari, a fronte di un ebitda di oltre 900 milioni e una cassa netta superiore a 400 milioni. Dal canto loro, gli esperti di Banca Akros per l’intero anno stimano ricavi per 11,54 miliardi (12,25 miliardi nel 2025), il raggiungimento di un ebitda di 958 milioni di euro, che salirebbe a 1,05 miliardi l’anno prossimo, e un utile di 294 milioni di euro, con un balzo fino a 643 milioni di euro nel 2025. Gli esperti di Equita, in occasione della semestrale, hanno posto l’attenzione sui lavori in corso, sottolineando quanto alla pipeline commerciale che «il momentum per il settore rimane molto solido grazie ad importanti investimenti infrastrutturali previsti nelle principali aree dove il gruppo opera, ci sono 18 miliardi di euro di gare in fase di assegnazione». Anche il tema stadi resta caldissimo. Mentre si attende che Inter e Milan portino a Palazzo Marino l’offerta per acquistare San Siro e le aree adiacenti (l’Agenzia delle Entrate ha stimato il valore in oltre 200 milioni di euro secondo indiscrezioni), dando così il via a un nuovo corso, Webuild ha firmato giovedì 31 un accordo con il Bologna Fc per il rifacimento del Dall’Ara con un’operazione da 200 milioni che, in vista degli Europei 2032, lo renderà compliant agli standard Uefa categoria 4 con una capienza di oltre 30 mila posti. (riproduzione riservata)