Ennesima apertura all'insegna del segno più per Wall Street, in un clima particolarmente positivo che, al momento, non accenna a fermarsi. Dopo aver aggiornato i record in chiusura ieri, l'S&P 500 e il Nasdaq aprono la giornata in rialzo, rispettivamente, dello 0,16% e dello 0,11% a quota 2.751 e 7.165 punti. Ancora meglio il Dow Jones, ieri in leggera flessione, in rialzo dello 0,25% a 25.346 punti.
Vista l'assenza di dati macroeconomici particolarmente significativi, gli investitori restano in attesa della pubblicazione dell'inflazione negli Stati Uniti e dell'avvio della stagione delle trimestrali previsto per venerdì. "Fatico veramente a trovare brutte notizie al momento", ha affermato Rob Carnell di Ing, mentre gli esperti di Goldman Sachs fanno notare che "per la prima volta dal 2010, l'economia mondiale sta battendo gran parte delle previsioni. Ci aspettiamo che questo momento di forza prosegua".
Sul fronte valutario il dollaro continua a recuperare terreno: il Wsj Dollar Index, che confronta il biglietto verde con altre sedici valute, tratta in rialzo dello 0,19% a 86,06 punti, con il cross euro/dollaro in calo a quota 1,1928. "La Banca centrale europea sembrava comunque non essere preoccupata dal recente rafforzamento dell'euro durante la riunione di dicembre", hanno dichiarato gli analisti di Societe Generale.
Tra i singoli titoli quotati a New York, apertura negativa per Alibaba Group (-0,8%) proiettata verso le Borse asiatiche. Il fondatore Jack Ma ha dichiarato che il colosso cinese dell'e-commerce "prenderà in seria considerazione" la quotazione a Hong Kong, soprattutto alla luce del duro colpo ricevuto di recente, quando le autorità di regolamentazione americane hanno bocciato l'acquisizione della texana MoneyGram International da parte di Ant Financial Services Group, controllata finanziaria di Alibaba.
AT&T, la seconda compagnia telefonica degli Usa, cede l'1,19% dopo aver sciolto un accordo siglato in precedenza con Huawei per la vendita di smartphone prodotti dal colosso cinese dell'elettronica, anche se non è ancora chiaro il motivo di tale azione. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, la compagnia americana si è tirata indietro a un passo dalla firma, su pressione di alcuni membri del Senato e del Committee on Intelligence del Congresso Usa, che il 20 dicembre scorso hanno inviato una lettera alla Federal Communications Commission sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei.
Sotto pressione Apple, che cede lo 0,38% e rimane nel mirino di alcuni suoi investitori, che in una lettera aperta hanno chiesto alla società di prendere dei provvedimenti per aumentare il controllo sui dispositivi e studiarne gli effetti sugli utenti, chiedendo anche alla compagnia di aiutare i genitori a limitare l'uso dell'iPhone fra i più giovani. In un un comunicato stampa pubblicato ieri sera, Apple ha affermato che il suo software per dispositivi mobili giá include estesi metodi di controllo per diversi tipi di contenuti e applicazioni, aggiungendo che alcuni di questi erano già stati offerti ai consumatori fin dall'inizio del 2008.
Buona apertura, per Target Corporation (+2,44%): la catena di grandi magazzini ha alzato le stime sui profitti del quarto trimestre fiscale citando vendite superiori alle attese nel periodo natalizio. La società ora si attende ora utile rettificato per azione tra 1,30 e 1,40 dollari, contro il precedente range tra 1,05 e 1,25 dollari. Mentre le vendite comparate, quelle dei negozi aperti da almeno un anno, dovrebbero salire del 3,4%, in linea con la crescita vista a novembre e dicembre e al di sopra delle stime degli analisti dell'1,4%.
GoPro crolla del 6,63% sulla scia delle notizie negative di ieri. La società ha previsto, infatti, un taglio di oltre il 20% della forza lavoro, l'uscita dal mercato dei droni e ha fornito un outlook deludente per il quarto trimestre fiscale, quello che comprende la cruciale stagione dello shopping natalizio. GoPro conta di ridurre il suo organico a meno di mille persone dalle attuali 1.254 e si aspetta inoltre ricavi trimestrali per 340 milioni di dollari, ben al di sotto delle stime degli analisti per 472 milioni. La ristrutturazione comporterà oneri tra i 23 e i 33 milioni di dollari, che si faranno sentire soprattutto nel primo trimestre del nuovo anno fiscale.
Infine, Under Armour cala del 2,5% dopo il downgrade di Susquehanna da neutral a negative, con prezzo obiettivo confermato a 11 dollari, più basso del 31% rispetto alla chiusura di ieri a 15,98 dollari.