AcomeA ha accompagnato Trevi in diverse fasi, anche durante l’aumento di capitale, consapevole che si tratta di una società che può esprimere valore in borsa. E in effetti sono arrivate a stretto giro due offerte sul gruppo di Cesena specializzato nell'ingegneria del sottosuolo: la prima è un’ops lanciata da Icop, che opera sempre nell'ingegneria del sottosuolo e delle fondazioni speciali, l’altra un’opa in contanti (a 4,5 euro) di Webuild, il maggior general contractor italiano, specializzato in grandi opere e infrastrutture complesse.
Nel corso degli ultimi due anni Acome A ha costruito una posizione (sotto il 5%) in Trevi e oggi delle due offerte valuta industrialmente più interessante quella di Icop. Che però, a detta del team di investimento, dovrebbe essere migliorata. «Ai prezzi del 26 giugno Icop valorizzava Trevi 4,163 euro per azione, circa 273 milioni, con un premio del 20,1% sul titolo, che trattava ai prezzi depressi legati all’aumento di capitale», nota AcomeA. Tuttavia Trevi «tratta oggi a 4,68 euro per azione, a premio di circa il 20% sul concambio proposto da Icop e del 4% su quello di Webuild». Fra i dati che gli esperti mettono in evidenza vi sono i multipli 2027: il rapporto prezzo/utile di Icop è di 1,5, quello di Trevi di 0,40 e quello di Keller, operatore di riferimento, di 0,56. (riproduzione riservata)