Saipem rafforza il proprio posizionamento nel business dei combustibili sostenibili e si aggiudica un nuovo contratto di ingegneria in Germania. Il gruppo guidato da Alessandro Puliti ha ricevuto da Synhelion, società svizzera specializzata nella produzione di combustibili sintetici rinnovabili, un incarico per le attività di pre-feed (pre-front-end engineering design) relative a un nuovo impianto su scala commerciale che sorgerà presso il Chemiepark Knapsack della tedesca Rwe a Hürth.
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto con una capacità produttiva di 30 mila tonnellate l’anno di combustibili sintetici rinnovabili conformi alla Red, la direttiva europea sulle energie rinnovabili. Il prodotto principale sarà il carburante sostenibile per l’aviazione (Saf), destinato al comparto dell’aviazione, affiancato da diesel e benzina sintetici per applicazioni nei settori del trasporto marittimo e stradale.
Per Saipem l’assegnazione rappresenta un tassello nella strategia di sviluppo di competenze e servizi legati alla transizione energetica, in un segmento nel quale la domanda di soluzioni per la decarbonizzazione dei trasporti è destinata ad assumere un ruolo crescente.
Il contratto riguarda una fase preliminare ma centrale per lo sviluppo dell’impianto. Saipem dovrà infatti elaborare il pacchetto multidisciplinare di ingegneria pre-feed necessario a definire la configurazione complessiva del progetto.
Il lavoro dovrà mettere a sistema la tecnologia proprietaria di Synhelion, i processi necessari alla sintesi e all’upgrading dei combustibili e le infrastrutture disponibili presso il sito di Rwe. L’obiettivo è arrivare a una definizione tecnica sufficientemente avanzata da sostenere i successivi passaggi autorizzativi e progettuali.
Le attività affidate a Saipem costituiranno infatti la base tecnica per il processo autorizzativo, per la successiva fase di Feed e, in prospettiva, per la Final investment decision, il momento in cui verrà presa la decisione definitiva sull'investimento.
Il progetto tedesco si inserisce in un comparto particolarmente strategico per la transizione energetica: quello dei carburanti sostenibili destinati ai settori difficili da elettrificare. In particolare, il Saf rappresenta una delle principali leve individuate per ridurre l’impatto ambientale del trasporto aereo, dove l’elettrificazione diretta presenta maggiori difficoltà rispetto ad altri segmenti della mobilità.
La capacità prevista dall’impianto, pari a 30 mila tonnellate annue, colloca l’iniziativa su una dimensione commerciale e non più soltanto dimostrativa. La possibilità di produrre nello stesso sito anche diesel e benzina sintetici amplia, inoltre, il potenziale utilizzo della tecnologia nei diversi comparti dei trasporti.
Per Saipem il valore dell’operazione non è quindi limitato all’attività di ingegneria attualmente assegnata. Il coinvolgimento nella fase pre-feed consente al gruppo di entrare nelle fasi iniziali di sviluppo di un impianto complesso, ponendo le basi per le successive tappe progettuali.
A Piazza Affari il titolo ha però chiuso la seduta del 1° settembre con un -1,38% a 4,502 euro. Non ha beneficiato neppure del rally del petrolio (future sul Brent +4,78% a 92,59 dollari al barile) e dell’accordo dell’amministrazione Trump con il governo venezuelano che garantirà agli Stati Uniti il controllo (55%) su oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere, tramite lo sviluppo di 17 giacimenti strategici con investimenti per oltre 100 miliardi di dollari.
Gli analisti vedono risvolti più positivi per i servicer, in primis Tenaris (+1,9% a 24,39 euro), che vanta una presenza consolidata in Venezuela con rapporti decennali con Chevron e in misura più contenuta per Saipem, data la limitata esposizione offshore del Paese. (riproduzione riservata) (riproduzione riservata)