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Avio, Berenberg vede del potenziale ma frena sui tempi: ecco le riserve del broker
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Avio, Berenberg vede del potenziale ma frena sui tempi: ecco le riserve del broker

02 settembre 2026, 10:35 Ultimo aggiornamento: 10:51

Berenberg inizia la copertura del titolo, ma si ferma a hold. E avverte: la redditività sarà assorbita dagli investimenti della controllata Avio Usa e dal ciclo di investimenti

Capacità produttiva scarsa, ritorni rinviati. Così Berenberg intitola un report su Avio nel quale ha iniziato la copertura del titolo del gruppo aerospaziale italiano con un rating hold e un prezzo obiettivo a 33 euro, il 16,11% in più rispetto alla quotazione in borsa del 2 settembre a quota 28,42 euro (-2%). 

Berenberg inizia la copertura del titolo ma si ferma a hold

Avio è un gruppo industriale collaudato in un mercato caratterizzato da vincoli di offerta, ma con utili limitati nel breve termine e un ciclo di investimenti (capex) che si frappone tra la situazione attuale e il ritorno atteso. È una delle poche società nel settore della propulsione che opera su una scala significativa sia nei grandi motori a razzo a propellente solido per i lanci spaziali sia nei motori a razzo a propellente solido per applicazioni nella difesa tattica.

Inoltre, gestisce il programma del razzo Vega C, essendo fornitore esclusivo dei booster di Ariane 6 e fornendo i motori per i sistemi di difesa aerea di Mbda. Avio ha stimato che il divario medio nella disponibilità di propellente tra Europa e Stati Uniti sarà pari a 3.000-3.700 tonnellate all’anno fino al 2030, a fronte di un mercato statunitense della propulsione per missili che è 10 volte quello europeo, nel quale la società intende entrare attraverso un nuovo stabilimento costruito da zero in Virginia.

Riserve sui tempi

La riserva di Berenberg riguarda i tempi, con un ebitda del gruppo previsto sostanzialmente piatto fino al 2028 (a 31 milioni nel 2026 dai 32 milioni del 2025, a 34 milioni nel 2027 e a 38 milioni nel 2028), poiché la redditività sarà assorbita dagli investimenti della controllata Avio Usa e dal ciclo di investimenti in conto capitale. «Agli investitori viene quindi chiesto di attendere un ritorno sull’investimento previsto a partire dal 2029 e oltre, anche se la raccolta di nuovi ordini potrebbe essere sufficiente a generare un upside», spiega il broker.

Il vero motore di Avio

La difesa è il motore della crescita in un mercato dei motori a razzo a propellente solido caratterizzato da un’offerta insufficiente: il portafoglio ordini di Avio nel settore della difesa è aumentato da 85 milioni di euro nel 2020 a 650 milioni nel primo trimestre del 2026, rappresentando ora il 31% del totale del gruppo. Il gruppo sta costruendo la propria presenza negli Stati Uniti come fornitore indipendente, a partire dalle attività di ingegneria sul Mk 104 per Raytheon, dai contratti di produzione e prototipazione con le forze armate statunitensi fino agli accordi non vincolanti sulla capacità produttiva con Raytheon e Lockheed Martin.

«A nostro avviso, la difesa dovrebbe diventare il principale motore dei ricavi e degli utili, raggiungendo a regime un margine del 17-19%, rispetto all’attuale margine del 5-6%, con ricavi potenzialmente più che triplicati entro il 2030. Il vincolo è che gli ordini definitivi dipendono dal fatto che le autorizzazioni di bilancio arrivino effettivamente ai grandi prime contractor e ai fornitori di livello inferiore», prevede Berenberg.

Tutto dipende dal nuovo stabilimento in Virginia

L’intera tesi di investimento dipende dal nuovo stabilimento in Virginia: lo stabilimento di Avio a Hurt, nella contea di Pittsylvania, punta ad avere una capacità produttiva di propellente di almeno 700 tonnellate all’anno, contro le 500 tonnellate di Colleferro, a fronte di un investimento superiore a 500 milioni di dollari, con la produzione a pieno regime prevista entro la fine del 2028.

Il progetto rientra in un programma di 600 milioni di euro, finanziato attraverso l’aumento di capitale da 400 milioni del novembre 2025, fino a 109 milioni messi a disposizione da Advent, concordati a luglio del 2026, e fino a 97,7 milioni di dollari di incentivi da parte della Virginia. L’opportunità esiste, precisa Berenberg, perché entrambi gli operatori già presenti sul mercato sono soggetti a vincoli: L3Harris in termini di qualità e tempi di consegna, mentre Northrop, in quanto prime contractor, compete direttamente con i propri clienti.

Tuttavia, avverte il broker, la tesi d’investimento dipende fortemente da un singolo sito produttivo che dovrà competere per la stessa forza lavoro e per la stessa catena di approvvigionamento di tutti gli altri nuovi entranti, i quali stanno aggiungendo capacità produttiva nello stesso arco temporale 2028-2030.

La redditività dei lanciatori è più bassa

Detto questo, il business dello spazio fornisce la base industriale e la visibilità: il settore spaziale rappresenta l’85% dei ricavi 2025 di Avio, considerando complessivamente le divisioni Launch Systems (359 milioni) e Space Propulsion (101 milioni). Nel novembre 2025, l’Esa ha aumentato del 32% il budget europeo per lo spazio, portandolo a 22,1 miliardi.

Da tale incremento Avio ha previsto di ottenere oltre 600 milioni di assegnazioni di contratti nel periodo 2026-2027. La produzione dei booster di Ariane dovrebbe, inoltre, aumentare da 14 unità nel 2025 a 22 nel 2026, per poi raggiungere progressivamente un livello stabile di 35 unità. Tuttavia, Vega è limitato a tre voli nel 2026, rispetto all’obiettivo di medio termine di sei voli.

Anche la redditività dei lanciatori, conclude Berenberg, è inferiore a quella dei motori: Vega genera un margine di appena pochi punti percentuali, rispetto al margine a doppia cifra di Ariane. I booster, invece, sono unità identiche e standardizzate, il che permette di sfruttare la leva operativa. (riproduzione riservata)



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