L’escalation tra Iran e Usa non si ferma. Mentre nelle ultime ore Washington ha minacciato attacchi ancora più devastanti, l’Iran ha denunciato la morte di cinque persone e decine di civili durante un matrimonio finito sotto i colpi americani e preso di mira obiettivi Usa nel Kurdistan iracheno, in Giordania, nel Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti.
Ieri il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha affermato di aver targhettizzato difese aeree, sistemi radar, infrastrutture marittime, capacità di posa mine e siti di comunicazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, mentre i media iraniani hanno riportato colpi a diversi obiettivi vicino allo Stretto di Hormuz.
«Non sto cercando di costringere l’Iran a sedersi al tavolo delle trattative», ha scritto il presidente americano Donald Trump sul social Truth, «non me ne importa nulla se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore. Preferisco di gran lunga la nostra posizione attuale: abbiamo un controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e la loro economia è al collasso. Stanno solo aspettando l’inevitabile. Quando insorgerà il popolo iraniano per combattere?».
I prezzi del petrolio trattano in rialzo, con il Brent che sale dello 0,2% a 94,8 dollari al barile. «I nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran hanno alimentato i timori di interruzioni prolungate delle forniture» di oro nero, affermano gli analisti di Anz Research. L’attività di navigazione «ha smesso di aumentare e sembra insufficiente a impedire il calo delle esportazioni complessive dal Golfo Persico e dei flussi di petrolio», concludono gli esperti.
In rialzo, infine, anche il gas europeo. Ad Amsterdam il future Ttf a ottobre guadagna il 2% a quota 73,6 euro per megawattora.
Il Qatar ha condannato gli attacchi di Teheran contro i suoi vicini mediorientali, definendoli una «flagrante violazione» della propria sovranità e inquadrandoli in una «pericolosa escalation che complicherà gli sforzi volti a contenere le tensioni e comprometterà gli sforzi politici e diplomatici finalizzati al raggiungimento della sicurezza e della stabilità nella regione».
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha riferito di aver attaccato due basi militari statunitensi negli Emirati Arabi Uniti. «In risposta agli attacchi contro civili innocenti avvenuti dall’alba di oggi, decine di droni kamikaze dell’esercito hanno preso di mira i sistemi radar e le postazioni delle forze statunitensi nelle basi di al-Dhafra e al-Minhad negli Emirati Arabi Uniti».
Secondo Teheran la base colpita di al-Dhafra è uno dei principali centri operativi della «criminalità americana nella regione, utilizzata per operazioni aeree, ricognizione, sorveglianza e supporto».