A Milano l’indice Ftse Mib vira al ribasso (-0,21% a 51,804 punti alle 10:05) con Avio -2,3%, Bper -1,24%, Poste -1,7%, Stellantis -1,3% e Tim -1,46%. Di segno opposto Amplifon +2,5% grazie a Morgan Stanley che ha avviato la copertura della società specializzata in apparecchi acustici con un rating overweight e un target price a 14,9 euro.
L’euro ripiega a 1,1579 dollari e i titoli di Stato restano sotto pressione (al 4,22% il rendimento del Btp 10 anni con lo spread con il Bund a 84,4 punti base) a causa dei timori per l’inflazione. L'indice Eurocoin è aumentato ad agosto a 0,84 punti da 0,54 di luglio. Banca d'Italia ha spiegato che l'indicatore è stato spinto dal miglioramento congiunto degli indicatori sulle attese di famiglie e imprese e dai buoni andamenti dei mercati finanziari.
L'Eurocoin fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell'area dell'euro, esprimendo tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del pil depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo).
Inoltre a luglio i prezzi alla produzione dell'industria in Italia sono aumentati del 2,4% su base mensile e del 7,8% su base annua da +5,8% di giugno. Sul mercato interno, ha precisato l’Istat, i prezzi sono cresciuti del 3% rispetto a giugno e del 9,3% su base annua (da +6,8% del mese precedente). Sul mercato estero dello 0,6% su base mensile (+0,2% area euro, +0,9% area non euro) e del 3,6% su base annua (+3,7% area euro, +3,5% area non euro).
Borse europee caute in avvio di seduta. Francoforte cede lo 0,26%, Parigi lo 0,12% e Londra lo 0,04%, invece Milano sale dello 0,11% a 51.973 punti. Agli ultimi attacchi statunitensi in Iran, che secondo i Guardiani della Rivoluzione avrebbero fatto 11 vittime, Teheran ha replicato colpendo postazioni americane a Erbil e in Bahrein, ma anche in Kuwait e Giordania. Con questa escalation i prezzi del petrolio continuano a salire: +1% a 95,61 dollari al barile il future sul Brent. Come il prezzo del gas in Europa: ad Amsterdam i contratti Ttf si apprezzano del 2,40% a 73,95 euro a megawattora.
«Non sto cercando di costringere l'Iran a sedersi al tavolo delle trattative, come ha riferito Abc - Fake News. Non me ne importa nulla se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore. Preferisco di gran lunga la nostra posizione attuale: abbiamo un controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e la loro economia è al collasso. Stanno solo aspettando l'inevitabile. Quando insorgerà il popolo iraniano per combattere?», ha scritto il presidente statunitense, Donald Trump, sul social Truth.
Con il caro energia aumentano le preoccupazioni sull’inflazione e su una politica monetaria più aggressiva, quindi proseguono le vendite sull’obbligazionario con i rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro in crescita. Il tasso sul Btp decennale italiano si porta al 4,22%, nuovi massimi dalla fine del 2023, con lo spread con il Bund stabile a quota 84,3 punti base.
Con la riunione della Bce del 10 settembre alle porte. da cui il mercato si aspetta un rialzo dei tassi di interesse, l'attenzione si concentra sulle ultime dichiarazioni dei banchieri centrali prima del periodo di silenzio. Il 1° settembre l'austriaco Kocher ha detto che se le stime Bce a cura dello staff dovessero confermare un surriscaldamento dell'inflazione sarebbe necessario un nuovo, immediato, rialzo dei tassi.
In un'intervista al Financial Times il consigliere Gabriel Makhlouf ha invitato la Bce a tenersi pronta a una nuova stretta in caso l'inflazione si muova in direzione indesiderata. Il governatore centrale irlandese ritiene possibile una revisione al rialzo della stima sulla crescita 2026 con le nuove proiezioni trimestrali dello staff in arrivo la settimana prossima insieme al verdetto sui tassi.
L’euro scivola dello 0,19% a 1,1570 dollari in attesa soprattutto dei dati mensili sugli occupati del settore privato negli Stati Uniti, che dovrebbero essere cresciuti ad agosto a 48.000 da 44.000 del mese precedente. Il dato potrebbe rappresentare una cartina di tornasole per i numeri governativi che verranno resi noti venerdì 4 settembre e che dovrebbero mostrare un incremento di 56.000 unità.
Sul listino milanese con il rally del petrolio spicca tra i titoli oil Eni con un +0,45% a 23,76 euro, viceversa Stellantis perde l’1,3% a 4,58 euro anche se le immatricolazioni di auto in Italia sono aumentate del 3,1% ad agosto e quelle del solo gruppo automobilistico, incluso il partner cinese Leapmotor (ha superato ad agosto la soglia delle 100.000 consegne nel mondo per il secondo mese di fila), del 6,05%. La quota di mercato è salita al 27,1%. Mentre la fabbrica di Mirafiori di Stellantis a Torino resterà chiusa il 2, 3 e 4 settembre per mancanza di componenti per i motori.
Restano nel comparto industriale Iveco, stabile a 13,99 euro, ha comunicato che sono state ottenute tutte le autorizzazioni regolamentari preventive richieste per l'opa volontaria totalitaria lanciata da Tata Motors sulle proprie azioni ordinarie. In base al calendario già comunicato in occasione dei risultati del secondo trimestre 2026, il lancio dell’offerta pubblica di acquisto a 14,10 euro per azione dovrebbe avvenire a breve, con la conclusione prevista all’inizio di novembre. L’operazione potrebbe quindi portare al delisting del gruppo. Invece, Leonardo (+0,12% a 51,11 euro) ha nominato Stefano Villanti managing director della divisione elicotteri.
Nel settore bancario è sempre il risiko a tenere banco. Intesa Sanpaolo (+0,31% a 6,68 euro) non ritiene che la sua offerta pubblica per rilevare Mps (+0,21% a 11,43 euro) possa essere ostacolata dalle contromosse messe in campo dalla banca senese né dai chiarimenti richiesti dalla Consob.
Mentre Bper, ferma sulla parità a 14,20 euro, ha annunciato che a decorrere da oggi 2 settembre saranno avviati il programma di buyback di azioni proprie e la risoluzione anticipata del Total Return Swap. Potranno essere acquistate azioni ordinarie Bper fino al 3% del capitale e comunque per un controvalore massimo complessivo non superiore a 750 milioni.
Quanto a Bff (-0,71% a 3,07 euro), come riporta MF-Milano Finanza, Banco Bpm si è definitivamente ritirato dalla corsa per l’istituto specializzato nel factoring, finito nel mirino di Banca d’Italia dopo un’ispezione che ha portato alla rivalutazione di 1,36 miliardi di crediti e all’invio di due commissari per affiancare il cda.
Piazza Meda era interessata alla banca depositaria e ai servizi di pagamento di Bff e aveva formato una cordata con Amco, il servicer del Tesoro, che invece puntava alla parte factoring. Poi il dossier si è raffreddato per le perplessità dei vertici di Bpm su perimetro e valore dell’operazione. Ora l’istituto milanese è finito nel mirino di Bper, interessato allo stesso perimetro guardato da Piazza Meda, soprattutto alla depositaria per integrarla nelle attività della controllata Arca Fondi.
Sempre secondo MF-Milano Finanza Enel (+0,06% a 9,24 euro) è decisa a uscire dal mercato indiano delle rinnovabili. La vendita concordata all’inizio del 2025 con il gruppo Waaree Energies non è andata a buon fine, ma il gruppo italiano ha già rimesso sul mercato i suoi asset green, in coerenza col piano strategico del ceo, Flavio Cattaneo, che prevede di concentrarsi nei Paesi Tier 1. Questa volta per il 100% del capitale sociale di Enel Green Power India si sarebbero fatti avanti tre potenziali acquirenti. Le offerte vincolanti sarebbero state presentate da Purvah Green Power (che fa capo al gruppo Rp Sanjiv Goenka), da Inox Clean Energy ed Hexa Climate Solutions.
Inoltre, Juventus (-0,10% a 2,044 euro) ha raggiunto un accordo con il Tottenham Hotspur FC per l’acquisizione temporanea, e in un secondo momento eventualmente definitiva, del calciatore Pape Matar Sarr. Il club ha anche raggiunto un accordo con il Newcastle United FC per l’acquisizione temporanea, fino al 30 giugno 2027, del calciatore Nick Woltemade per 2,8 milioni di euro. Il corrispettivo potrà aumentare se saranno raggiunti determinati obiettivi sportivi.
M&A per Lottomatica, in calo del 5,65% a 23,2 euro. Ha stretto un accordo vincolante con Cirsa Enterprises per una fusione tramite concambio azionario, dando vita al secondo maggior operatore quotato a livello globale nel settore del gioco e delle scommesse sportive, con un ebitda adjusted pro forma di 2 miliardi di euro. Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ciascuna azione Cirsa posseduta. L’operazione attribuisce a Cirsa una valutazione di 2,78 miliardi di euro, secondo i calcoli di Bloomberg. Il prezzo implicito per azione è di 16,55 euro, sulla base del prezzo di chiusura del 1° settembre, corrispondente a un premio del 21%. Blackstone, principale azionista di Cirsa, deterrà il 24% del capitale sociale della nuova società. Il perfezionamento della fusione è previsto nel secondo trimestre del 2027.
Al contempo si segnala che Citi ha aumentato il target price su Stm (+1,86% a 43,075 euro) da 62 a 65 euro, ribadendo il rating buy: «Il sentiment degli investitori e le valutazioni restano ancorati al ciclo precedente. Tuttavia, riteniamo che vi siano driver degli utili più strutturali e duraturi, legati alla domanda di energia per i data center dedicati all’AI, all’aumento del contenuto tecnologico nel settore automobilistico e all’elettrificazione industriale, mentre la fase di correzione delle scorte è ormai in gran parte completata. Al contempo, la nostra analisi bottom-up degli impianti produttivi suggerisce un recupero dei margini per Infineon e STMicroelectronics, sostenuto dall’aumento del tasso di utilizzo della capacità produttiva, dai prezzi e da un mix di prodotti più favorevole. Questo ci porta a stimare per l’esercizio 2028 utili superiori al consenso. Sebbene riteniamo interessanti entrambi i titoli, tra i due preferiamo Infineon, grazie al suo migliore posizionamento nel settore dell’alimentazione elettrica per l’AI e al minor rischio legato all’esecuzione del recupero dei margini».
Infine, Berenberg ha iniziato la copertura del titolo Avio (-0,69% a 28,8 euro) con un rating hold e un target price a 33 euro, osservando che lo spazio rappresenta circa l’85% dei ricavi 2025 di Avio, considerando congiuntamente le divisioni Launch Systems (359 milioni) e Space Propulsion (101 milioni). Nel novembre 2025, l’Esa ha aumentato del 32% il budget europeo per lo spazio, portandolo a 22,1 miliardi di euro. Da questo incremento, Avio ha previsto di ottenere oltre 600 milioni di nuove commesse nel biennio 2026-2027.
La produzione dei booster Ariane dovrebbe inoltre aumentare da 14 unità nel 2025 a 22 nel 2026 per poi avvicinarsi a un livello strutturale di 35 unità. Tuttavia, osserva Berenberg, Vega è limitato a tre lanci nel 2026, rispetto a un obiettivo di medio termine di sei lanci. Anche l’economia del business dei lanciatori è meno favorevole rispetto a quella della produzione dei motori: Vega genera, infatti, un margine a bassa singola cifra percentuale, contro il margine a doppia cifra di Ariane.
Borse europee attese in calo (-0,35% il future sull’Eurostoxx50) con i nuovi attacchi aerei statunitensi contro l’Iran che spingono i prezzi del petrolio al massimo delle ultime cinque settimane e portano il rendimento dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni al livello più alto in quasi tre anni, prolungando la fase di vendite sul mercato obbligazionario a livello globale.
Il future sul greggio Brent sale del 4,24% a 95,45 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,34% a 90,53 dollari al barile. «La minaccia di ulteriori interruzioni delle forniture di greggio provenienti dal Medio Oriente ha suscitato nuove preoccupazioni sull’inflazione, provocando un crollo nei mercati obbligazionari globali», affermano gli analisti di Westpac.
Il traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è rimasto estremamente limitato il 1° settembre: secondo i dati preliminari di Kpler, soltanto cinque navi adibite al trasporto di materie prime hanno attraversato il canale. I rischi sono aumentati ulteriormente dopo che due superpetroliere che trasportavano greggio saudita sono state colpite da proiettili di provenienza non identificata mentre attraversavano lo Stretto. Ciascuna delle due navi aveva caricato 2 milioni di barili presso il terminale di Juaymah, in Arabia Saudita.
Anche le esportazioni di greggio iraniano si sono ridotte parecchio. Reuters ha riferito che i carichi di greggio iraniano sono scesi a una quantità compresa tra 220.000 e 255.000 barili al giorno ad agosto, rispetto ai 2 milioni di barili al giorno di marzo. Nel frattempo, i dati hanno mostrato che le scorte di greggio statunitense sono diminuite di 2,6 milioni di barili nella settimana terminata il 28 agosto, secondo i dati dell’American Petroleum Institute pubblicati il 1° settembre.
Il dato rappresenta un’inversione rispetto all’aumento di 4,2 milioni di barili registrato nella settimana precedente. Invece, le scorte di benzina sono aumentate di 300.000 barili, al contrario quelle di prodotti distillati sono diminuite di 300.000 barili. I dati dell’Api hanno preceduto il più seguito rapporto settimanale della U.S. Energy Information Administration la cui pubblicazione è prevista alle 16:30.
Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni ha toccato nell’intraday il 4,8122%, il livello più alto in quasi tre anni (al 4,8% il 2 settembre), mentre il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni sale al 3,010%, proseguendo la sua ascesa dopo aver raggiunto all’inizio di questa settimana il massimo degli ultimi tre decenni. Il Btp 10 anni rende il 4,18%. «Settembre inizia in modo volatile, con le obbligazioni di Stato dei mercati sviluppati che continuano a subire vendite massicce», sottolineano gli analisti di Dbs. ««Preparatevi a un mese volatile, poiché i rendimenti elevati stanno causando apprensione in tutte le classi di attività», hanno aggiunto. «Se la fuga dai titoli obbligazionari non verrà arginata, i responsabili politici dovranno probabilmente ricorrere a misure più aggressive per contenere i rendimenti».
Il dollaro sale nei confronti dell’euro, che vale 1,1580 (-0,10%). Gli operatori ritengono probabile che la Fed aumenti i tassi d'interesse nella sua prossima riunione tra due settimane, sebbene un rialzo non sia certo. I futures sui Fed funds scontano una probabilità implicita del 67% di un aumento di 25 punti base dei tassi alla riunione del 16 settembre, rispetto a una probabilità del 39,6% di una settimana fa, secondo lo strumento FedWatch del Cme Group.
Lato macro, alle 10 vengono pubblicati i prezzi alla produzione a luglio in Italia, alle 13 l’indice settimanale richieste mutui degli Stati uniti, alle 14:15 i nuovi occupati stima Adp di agosto, alle 16 gli ordinativi industriali a luglio e alle 20 il Beige Book della Fed.
Sul listino milanese attenzione a Stellantis con le immatricolazioni di auto in Italia aumentate del 3,1% ad agosto e quelle del solo gruppo automobilistico, incluso il partner cinese Leapmotor (ha superato ad agosto la soglia delle 100.000 consegne nel mondo per il secondo mese di fila), cresciute del 6,05%. La quota di mercato è salita al 27,1%. Mentre la fabbrica di Mirafiori di Stellantis a Torino resterà chiusa il 2, 3 e 4 settembre per mancanza di componenti per i motori.
Restano nel comparto industriale Iveco ha comunicato che sono state ottenute tutte le autorizzazioni regolamentari preventive richieste per l'opa volontaria totalitaria lanciata da Tata Motors sulle proprie azioni ordinarie. In base al calendario già comunicato in occasione dei risultati del secondo trimestre 2026, il lancio dell’offerta pubblica di acquisto a 14,10 euro per azione dovrebbe avvenire a breve, con la conclusione prevista all’inizio di novembre. L’operazione potrebbe quindi portare al delisting del gruppo. Invece, Leonardo ha nominato Stefano Villanti managing director della divisione elicotteri.
Nel settore bancario è sempre il risiko a tenere banco. Intesa Sanpaolo non ritiene che la sua offerta pubblica per rilevare Mps possa essere ostacolata dalle contromosse messe in campo dalla banca senese né dai chiarimenti richiesti dalla Consob.
Mentre Bper ha annunciato che a decorrere da oggi 2 settembre saranno avviati il programma di buyback di azioni proprie e la risoluzione anticipata del Total Return Swap. Potranno essere acquistate azioni ordinarie Bper fino al 3% del capitale e comunque per un controvalore massimo complessivo non superiore a 750 milioni.
Quanto a Bff, come riporta MF-Milano Finanza, Banco Bpm si è definitivamente ritirato dalla corsa per l’istituto specializzato nel factoring, finito nel mirino di Banca d’Italia dopo un’ispezione che ha portato alla rivalutazione di 1,36 miliardi di crediti e all’invio di due commissari per affiancare il cda.
Piazza Meda era interessata alla banca depositaria e ai servizi di pagamento di Bff e aveva formato una cordata con Amco, il servicer del Tesoro, che invece puntava alla parte factoring. Poi il dossier si è raffreddato per le perplessità dei vertici di Bpm su perimetro e valore dell’operazione. Ora l’istituto milanese è finito nel mirino di Bper, interessato allo stesso perimetro guardato da Piazza Meda, soprattutto alla depositaria per integrarla nelle attività della controllata Arca Fondi.
Sempre secondo MF-Milano Finanza Enel è decisa a uscire dal mercato indiano delle rinnovabili. La vendita concordata all’inizio del 2025 con il gruppo Waaree Energies non è andata a buon fine, ma il gruppo italiano ha già rimesso sul mercato i suoi asset green, in coerenza col piano strategico del ceo, Flavio Cattaneo, che prevede di concentrarsi nei Paesi Tier 1. Questa volta per il 100% del capitale sociale di Enel Green Power India si sarebbero fatti avanti tre potenziali acquirenti. Le offerte vincolanti sarebbero state presentate da Purvah Green Power (che fa capo al gruppo Rp Sanjiv Goenka), da Inox Clean Energy ed Hexa Climate Solutions.
Inoltre, Juventus ha raggiunto un accordo con il Tottenham Hotspur FC per l’acquisizione temporanea, e in un secondo momento eventualmente definitiva, del calciatore Pape Matar Sarr. Il club ha anche raggiunto un accordo con il Newcastle United FC per l’acquisizione temporanea, fino al 30 giugno 2027, del calciatore Nick Woltemade per 2,8 milioni di euro. Il corrispettivo potrà aumentare se saranno raggiunti determinati obiettivi sportivi.
M&A per Lottomatica. Ha stretto un accordo vincolante con Cirsa Enterprises per una fusione tramite concambio azionario, dando vita al secondo maggior operatore quotato a livello globale nel settore del gioco e delle scommesse sportive, con un ebitda adjusted pro forma di 2 miliardi di euro. Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ciascuna azione Cirsa posseduta. L’operazione attribuisce a Cirsa una valutazione di 2,78 miliardi di euro, secondo i calcoli di Bloomberg. Il prezzo implicito per azione è di 16,55 euro, sulla base del prezzo di chiusura del 1° settembre, corrispondente a un premio del 21%. Blackstone, principale azionista di Cirsa, deterrà il 24% del capitale sociale della nuova società. Il perfezionamento della fusione è previsto nel secondo trimestre del 2027.
Al contempo si segnala che Citi ha aumentato il target price su Stm da 62 a 65 euro, ribadendo il rating buy: «Il sentiment degli investitori e le valutazioni restano ancorati al ciclo precedente. Tuttavia, riteniamo che vi siano driver degli utili più strutturali e duraturi, legati alla domanda di energia per i data center dedicati all’AI, all’aumento del contenuto tecnologico nel settore automobilistico e all’elettrificazione industriale, mentre la fase di correzione delle scorte è ormai in gran parte completata. Al contempo, la nostra analisi bottom-up degli impianti produttivi suggerisce un recupero dei margini per Infineon e STMicroelectronics, sostenuto dall’aumento del tasso di utilizzo della capacità produttiva, dai prezzi e da un mix di prodotti più favorevole. Questo ci porta a stimare per l’esercizio 2028 utili superiori al consenso. Sebbene riteniamo interessanti entrambi i titoli, tra i due preferiamo Infineon, grazie al suo migliore posizionamento nel settore dell’alimentazione elettrica per l’AI e al minor rischio legato all’esecuzione del recupero dei margini».
Infine, Berenberg ha iniziato la copertura del titolo Avio con un rating hold e un target price a 33 euro, osservando che lo spazio rappresenta circa l’85% dei ricavi 2025 di Avio, considerando congiuntamente le divisioni Launch Systems (359 milioni) e Space Propulsion (101 milioni). Nel novembre 2025, l’Esa ha aumentato del 32% il budget europeo per lo spazio, portandolo a 22,1 miliardi di euro. Da questo incremento, Avio ha previsto di ottenere oltre 600 milioni di nuove commesse nel biennio 2026-2027.
La produzione dei booster Ariane dovrebbe inoltre aumentare da 14 unità nel 2025 a 22 nel 2026 per poi avvicinarsi a un livello strutturale di 35 unità. Tuttavia, osserva Berenberg, Vega è limitato a tre lanci nel 2026, rispetto a un obiettivo di medio termine di sei lanci. Anche l’economia del business dei lanciatori è meno favorevole rispetto a quella della produzione dei motori: Vega genera, infatti, un margine a bassa singola cifra percentuale, contro il margine a doppia cifra di Ariane. (riproduzione riservata)