Wall Street rimbalza dopo il passo indietro del giorno prima, quando erano stati resi noti i verbali dell’ultima riunione del Fomc. L’indice Dow Jones è salito circa dello 0,7% mentre il Nasdaq ha chiuso in lieve calo. In realtà dalle minute del meeting di gennaio, il primo dopo il varo della riforma fiscale e prima dell’approvazione della legge di spesa, sono emersi toni ottimisti sulle prospettive di crescita, oltre a una maggiore fiducia sul fatto che l’inflazione torni stabilmente verso l’obiettivo del 2%. D’altra parte questo è anche l’indizio di una possibile accelerazione del rialzo tassi, aspetto che invece può preoccupare gli investitori.
"Gli operatori hanno recepito le minute come possibile indizio di un'accelerazione sul sentiero di rialzo tassi". Secondo gli esperti, sulla base dei future sui Fed Fund, la probabilità che la Banca centrale statunitense alzi i tassi di interesse quattro volte quest'anno è salita al 29% dal 25% di ieri, quando il presidente della Federal Reserve di Philadelphia, Peter Harker, ha affermato che "due aumenti del costo del denaro sono probabilmente il percorso più adeguato".
Gli investitori, dunque, ora guardano ai prossimi discorsi dei banchieri centrali statunitensi, cercando di ottenere ulteriori informazioni in termini di politica monetaria. Il vicepresidente dellIstituto centrale, Randal Quarles, ha confermato il progressivo rialzo dei tassi di interesse, seppur non specificando quante volte ciò si verificherà nel corso di quest'anno.
Sul fronte valutario, dopo le minute del Fomc e quelle di oggi della Banca centrale europeo il cambio tra euro e dollaro viaggia poco sopra la soglia di 1,23 a 1,2325, mentre il cross con la sterlina prosegue sopra 1,39 a 1,39429. Nel frattempo qualsiasi riferimento a timori per il recente apprezzamento dell'euro nelle minute dell'ultima riunione della Banca centrale europea "potrebbe portare i mercati a invertire il rally avviato a inizio anno", affermano gli economisti di Danske Bank, aggiungendo tuttavia che esiste il rischio di vedere commenti su "un possibile cambiamento della guidance a partire da marzo" e che questo potrebbe supportare la valuta comunitaria.
L'agenda macroeconomica di oggi comprendeva il dato sui sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti, scesi ai minimi da 45 anni e arretrati di 7.000 unità a 222.000 unità. Inoltre, Il superindice dell'economia, redatto dal gruppo di ricerca privato Conference Board, è cresciuto anche a gennaio, dopo gli ottimi risultati dei tre mesi precedenti. Il dato è aumentato dell'1% a 108,1 punti, più di quanto atteso dagli esperti (+0,6%). Il dato era salito dello 0,6% a dicembre e dello 0,4% a novembre.
Intanto prosegue la guerra a distanza tra Qualcomm e Broadcom, con la prima che in avvio cede lo 0,59%, mentre la seconda avanza dello 0,73%. Broadcom, come previsto, ha ridotto la sua offerta per la rivale del 4% a 117 miliardi di dollari, dopo la decisione di Qualcomm di aumentare la sua offerta per l'olandese Nxp Semiconductors a 44 miliardi di dollari.
Poco mossa Ford Motor (+0,09%) che ha annunciato ieri le dimissioni con effetto immediato del presidente della divisione nordamerica, Raj Nair, a causa del suo comportamento ”incompatibile con il codice di condotta della società". La fabbrica di Chicago del gruppo era già finita nell'occhio del ciclone, dopo che alcuni dipendenti donna avevano presentato rimostranze per essere state molestate e bullizzate.
Ben impostata General Electric, che avanza dello 0,85%. La direttrice finanziaria, Jamie Miller, ha dichiarato di prevedere un utile adjusted per azione compreso tra un dollaro e 1,07 dollari nel 2018, ma nella parte bassa della forchetta. Sinclair Broadcast Group e Tribune Media hanno accettato di vendere diverse catene tv per ottenere l'ok dalla Commissione federale di comunicazione sull'acquisto di Tribune Media da parte di Sinclair. I due titoli guadagnano, rispettivamente, lo 0,68% e lo 0,14%. Infine, Avis Budget balza del 12,51% dopo aver registrato un utile trimestrale migliore delle attese e aver fornito una previsione dei ricavi per l'anno in corso superiore alle stime.
Petrolio in netto rialzo dopo che le scorte settimanali negli Stati Uniti sono risultate in calo a sorpresa. Il greggio Wti è cresciuto di un dollaro a 62,7 dollari al barile e il Brent di 1,36 a 66,31 dollari al barile.