Lo stacco della cedola di ben 7 blue chip non frena Milano in una seduta peraltro positiva in tutta Europa. A Francoforte va la maglia rosa (+0,43%), seguita da Piazza Affari (+0,35%) Londra (+0,24%) e Parigi (+0,24%). Si segnala, comunque, che Milano dopo oltre due settimane stabile al di sopra dei 25.500 punti oggi si è riportata pericolosamente vicina alla parte bassa dei 25.000 toccando un minimo intraday di 25.044 per poi risalire a 25.295.
In assenza di dati macro rilevanti, le Borse europee riprendono fiato dopo la settimana debole post-Fed. Nei giorni scorsi, infatti, l'atteggiamento da falco della Banca centrale statunitense, combinato alla scadenza dei future e delle opzioni dello scorso venerdì, ha travolto Wall Street, tanto che la scorsa settimana il Dow Jones ha messo a segno la peggiore performance da ottobre. Oggi invece i future rimbalzano (S&P a +0,54% e Dow Jones a +0,64%).
Il mercato obbligazionario, ancora mosso dopo la catalisi della Fed, procede a ritmi contrastati in Europa e in Usa. Se negli States infatti il rendimento del Treasury decennale torna sotto l'1,5% a 1,435% (-1,06%), in Italia il tasso del Btp al 2031 sale a 0,870% (+0,12%) e quello del Bund torna a quota -0,1955% (+4,66%). Sotto la pressione dei rendimenti, anche lo spread sale a 111 punti base dai 108 di stamattina. I timori per l'inflazione oltre le attese, acuiti peraltro dal presidente della Fed di St. Louis, James Bullard danno nuova spinta all'oro, che recupera terreno pur rimanendo sotto la soglia psicologica di 1.800 a 1.785 dollari l'oncia (+0,92%). Il petrolio invece si muove lateralmente: il Wti tratta a 71,45 dollari al barile (+0,21%) e il Brent scambia a 73,63 (+0,18%).
Anche il fronte del valutario continua ad essere molto mosso dopo la riunione della Fed: il cambio euro/dollaro rimbalza dopo il rafforzamento del biglietto verde dei giorni scorsi (+0,25%), ma rimane al di sotto dell'1,19 a 1,1889, mentre il dollaro/yen torna sotto i 110 a 109,93 (-0,24%). Anche la sterlina recupera sulla moneta americana (+0,25%) e sale a 1,3840, ancora molto sotto l'1,41 delle scorse settimane. Movimentato anche il fronte delle cripto: il Bitcoin perde il 6,48% e scivola a quota 32.936 dollari, mentre l'Ethereum storna il 7,34% restando per un pelo sopra i 2.000 dollari (2.012).
Oggi Piazza Affari è appesantita dai dividendi: tra i titoli del Ftse Mib, l'unica a viaggiare sopra la parità dopo lo stacco della cedola è STMicroelectronics (0,07%). Seduta negativa per tutte le altre: Exor (-0,53), Poste Italiane (-2,65%), Snam (-3,76%), Telecom Italia R (-4,16%), Telecom Italia (-0,8%) e Terna (-2,89%). Tra i titoli fuori dal paniere blue chip post-dividendo si salva Carel Industries che rimane inchiodata a 20,55 euro, mentre perdono Acea (-4,79%), Acsm-Agam (-3,03%), DoValue (-1,75%), Gvs (-0,94%) e Iren (-3,21%). Unieuro storna il 7,74% dopo aver staccato una cedola record da 2,60 euro ad azione.
In controtendenza con il listino, Banca Ifis guadagna il 10,32% dopo che venerdì scorso l'assemblea straordinaria del principale azionista, La Scogliera, ha deliberato con il voto favorevole del 98% capitale sociale avente diritto di voto (escluso dal computo lo 0,4% di azioni proprie) il trasferimento della sede legale della società nel cantone di Vaud (Losanna-CH). Bene anche Tinexta (+2,84%) e il settore del lusso, rappresentato da Salvatore Ferragamo (+2,04%) e Tod's (+0,94%). Prysmian guadagna l'1,72% dopo essersi aggiudicata una commessa negli Usa da 900 milioni.
Seduta negativa anche per Cnh Industrial che storna lo 0,99% dopo aver lanciato un'opa su Raven Industries con un premio del 33,6%, Juventus (-2,15%) e De' Longhi (-1,25%). Deboli anche le banche: la peggiore è Bper Banca (-0,99%), seguita da Mediobanca (-0,8%) e da Banca Mediolanum (-0,56%). Unicredit recupera leggermente (+0,16%) dopo essere stata riammessa dalla Commissione europea a partecipare alle future emissioni degli Eurobond. (riproduzione riservata)