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Difesa, titoli in rally: Giappone verso il 3,5% del pil e nuovo contratto per Leonardo, tra le top pick di Citi
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Difesa, titoli in rally: Giappone verso il 3,5% del pil e nuovo contratto per Leonardo, tra le top pick di Citi

15 settembre 2026, 14:15 Ultimo aggiornamento: 14:25

Il settore è sostenuto dalle carenze nelle scorte statunitensi e dalle notizie secondo cui il Giappone potrebbe aumentare la spesa per la difesa. Citi ha 5 azioni preferite nel comparto

Titoli della difesa sugli scudi in tutta Europa, sostenuti dalle carenze nelle scorte statunitensi e dalle notizie secondo cui il Giappone potrebbe aumentare la spesa per la difesa. Tanto che il paniere di titoli europei della difesa di Goldman Sachs guadagna l’1%, in controtendenza rispetto alle vendite che colpiscono l’indice Stoxx 600 (-0,16%) e gli altri settori europei, quasi tutti in territorio negativo.

Titolo della difesa in rally

Tra i maggiori rialzi nel comparto si segnalano Thales (+2,99%), Saab (+2,44%), Rheinmetall (+2,4%), Bae Systems (+1,73%) e Leonardo (+1,52% a 50,02 euro). Il Pentagono ha riconosciuto che l’impiego di munizioni contro obiettivi in Iran ha determinato carenze strategiche nelle scorte.

Giappone verso il 3,5% del pil

Inoltre, in attesa che il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, discuta oggi, 15 settembre, a Washington con il suo omologo statunitense, Pete Hegseth, di una cooperazione più stretta tra le rispettive industrie della difesa, il Giappone, secondo Bloomberg, starebbe valutando un aumento della spesa per la difesa fino al 3,5% del pil, in linea con la Nato, nell’arco di 10 anni rispetto a poco meno del 2% attuale, a seguito delle pressioni esercitate dagli Stati Uniti.

Questa mossa potrebbe provocare un’onda d’urto sui mercati finanziari, già preoccupati per i piani di spesa della premier, Sanae Takaichi. Un portavoce del ministero della Difesa giapponese, Kimihito Aguin, ha negato che il Giappone abbia manifestato agli Stati Uniti l’intenzione di aumentare drasticamente la spesa fino al 3,5% del pil. È possibile anche un obiettivo più basso, ad esempio il 3%, ha detto una fonte a Bloomberg.

Come altri alleati degli Stati Uniti, Tokyo è sottoposta alle pressioni dell’amministrazione Trump affinché rafforzi le proprie capacità difensive e riduca la dipendenza dalle forze armate americane. Takaichi ha già accelerato l’aumento della spesa per la difesa, portandola a quasi il 2% del prodotto interno lordo nell’anno fiscale terminato a marzo di quest’anno, due anni prima del previsto. Fino al 2022, il Giappone aveva un limite informale alla spesa per la difesa, fissato intorno all’1% del pil, un’indicazione di quanto rapidamente sia cambiato negli ultimi anni l’atteggiamento nei confronti della difesa. Un nuovo piano quinquennale per la spesa militare è atteso entro la fine di quest’anno.

Northrop Grumman abbandona la partnership con Sierra Nevada Corporation

Separatamente per quanto riguarda l’italiana Leonardo, come riportato da Breaking Defense il 14 settembre, Northrop Grumman ha abbandonato la partnership con Sierra Nevada Corporation per l’offerta Freedom relativa al programma della US Navy Undergraduate Jet Training System (UJTS), il sistema di addestramento avanzato per i piloti dell’Aviazione Navale.

Northrop ha motivato la decisione con una «gestione disciplinata del portafoglio», affermando che concentrerà le proprie risorse sulle opportunità in cui le sue capacità già consolidate possono generare il maggior impatto operativo. Sierra Nevada Corporation resta concentrata sull’obiettivo di offrire il miglior sistema di addestramento disponibile per la missione dell’Aviazione Navale, mentre General Atomics–Aeronautical Systems ha confermato che continuerà a far parte del team Freedom.

Cosa significa per Leonardo

Freedom continua a competere contro il Beechcraft M-346N di Textron Aviation Defense, proposto in partnership con Leonardo, che rimane l’unico concorrente dopo l’uscita di Lockheed Martin (con il TF-50N di Korea Aerospace Industries) ad aprile e quella di Boeing a giugno.

La US Navy non ha indicato esattamente quando prenderà una decisione, avendo rinviato l’assegnazione del contratto al 30 giugno del 2027. Gli analisti di Mediobanca Research ritengono che l’uscita di Northrop possa rafforzare il posizionamento della proposta di Beechcraft M-346N, segnalando potenzialmente una maggior probabilità di aggiudicazione a favore del consorzio che include Leonardo.

Ciò rafforzerebbe a sua volta il portafoglio ordini di Leonardo sul mercato statunitense e consoliderebbe ulteriormente il momentum commerciale della piattaforma M-346. 

Nuovo contratto in Arabia Saudita

Al contempo Leonardo, Mafa e Beltcon hanno annunciato il 15 settembre di essersi aggiudicati un contratto per l'automazione del sistema di movimentazione bagagli per l'ampliamento del Terminal 2 dell'aeroporto internazionale Prince Mohammed bin Abdulaziz di Medina, in Arabia Saudita, gestito da Tibah Airports Operation Company. L'inizio dei lavori di installazione è in programma per gennaio 2027, mentre la messa in servizio dell'impianto è prevista per aprile.

Le 5 top pick di Citi

Nel fare il punto proprio sul settore europeo della difesa, gli esperti di Citi sono convinti che il de-rating del comparto offra un significativo potenziale di rialzo per gran parte dei titoli del settore. «Comprendiamo le preoccupazioni relative ai finanziamenti disponibili nella maggior parte dei Paesi europei, ma riteniamo che alla fine, con l’eccezione della Spagna, si arriverà a una spesa per la difesa pari al 3,5% del pil entro il 2035. Per Germania e Svezia, tale obiettivo dovrebbe essere raggiunto già nel 2029/2030», affermano a Citi.

Resta, tuttavia, incerto come verrà finanziato questo aumento della spesa. Fanno eccezione, ancora una volta, Germania e Svezia, che sembrano disporre di un maggior margine di manovra sul fronte fiscale e del debito, consentendo loro di ricorrere maggiormente all’indebitamento. «Ci aspettiamo che i budget per gli approvvigionamenti crescano a un ritmo leggermente superiore, poiché la loro incidenza sul budget complessivo della difesa dovrebbe aumentare dall’attuale circa un terzo al 40%», aggiungono gli analisti di Citi. 

In secondo luogo, le nuove tecnologie stanno cambiando la natura dei conflitti. In terzo luogo, le problematiche sono specifiche delle singole società, come l’onere straordinario sostenuto da Babcock sul programma Type 31 e la cancellazione del programma F126 di Rheinmetall. Per cui «i nostri titoli preferiti nel comparto sono Babcock con un potenziale di rialzo del 60%, seguito da Leonardo, Renk, Rheinmetall e Thales, in questi casi con un potenziale di rialzo compreso tra il 39% e il 52%».

In particolare, «consideriamo Leonardo e Thales come conglomerati europei della difesa e, nelle nostre valutazioni, stiamo ipotizzando una crescita degli utili pari a zero dopo il 2030», precisano gli analisti di Citi. «Riteniamo che quest’impostazione sia eccessivamente prudente, poiché prevediamo che la maggior parte dei budget europei per la difesa crescerà a un tasso medio annuo dell’8% tra il 2030 e il 2035, mentre la spesa per la difesa salirà dal 3% al 3,5% del pil», spiegano gli analisti di Citi.

«Sebbene riteniamo che la domanda di munizioni possa diminuire del 90-95% una volta ricostituite le scorte, stimiamo che la restante attività di Rheinmetall stia già scontando una crescita negativa del 2% dopo il 2030», aggiungono a Citi. «Renk, invece, sta scontando una crescita negativa dopo il 2030. Esiste un rischio di concentrazione del mercato, dato che il 90% degli utili deriva dal business Vehicle mission systems, ma riteniamo che la domanda di carri armati continuerà a crescere». (riproduzione riservata)



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