Sono tre ad oggi i possibili candidati a succedere a Stéphane Boujnah alla guida di Euronext, la holding europea che controlla otto listini fra i quali Borsa Italiana. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’head hunter incaricato di proporre una ristretta rosa di nomi all’assemblea degli azionisti che avrà luogo ad Amsterdam a maggio 2027 avrebbe selezionato due nomi interni al gruppo e starebbe valutando una proposta esterna. Uno potrebbe essere lo storico braccio destro di Boujnah fin dal 2016, l’italiano Giorgio Modica, nominato nel frattempo cfo di gruppo. Il professionista ha studiato con il ceo la sostenibilità delle operazioni di M&A tenendo sempre sotto controllo la leva finanziaria di Euronext.
A coordinare il lavoro di ricerca del prossimo amministratore delegato della holding di diritto olandese è il Supervisory Board presieduto da Piero Novelli (ex banchiere di Ubs), organo che comprende una decina di persone in rappresentanza degli azionisti del gruppo. Fra queste, Francesca Scaglia, Chief Risk Officer di Cassa Depositi e Prestiti. L’Italia è il primo azionista della holding dei listini con Cdp Equity guidata da Fabio Barchiesi che ha l’8% circa delle quote, cui si affianca Intesa Sanpaolo con l’1,5%. Gli altri soci di riferimento sono la Caisse francese (8%) e il Belgio con il 5,3%.
Il manager francese ha fatto sapere che nel 2027 non si ripresenterà più per guidare il gruppo con sede legale ad Amsterdam dopo una carriera iniziata nel 2015 e portata avanti con una serie di acquisizioni, la maggiore delle quali proprio Borsa Italiana nel 2021 dal London Stock Exchange per 4,4 miliardi di euro. L’ultima in ordine di tempo è stata la Borsa di Atene a fine 2025. Gli altri listini sono quelli di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona e Oslo.
E proprio mentre Boujnah, una carriera precedente come investment banker, si prepara ad uscire, arriva dallo stesso manager una conferma a quanto aveva anticipato Milano Finanza il 6 agosto scorso: Euronext è aperta alla più grande delle operazioni di M&A della sua storia, fondersi con Deutsche Börse. Parlando con l’FT, il manager ha infatti detto che è disponibile ad una fusione con il maggiore concorrente in Europa, i tedeschi. Anche se ha poi specificato che non ci sono colloqui in corso (il gruppo ha poi specificato: «Al momento, non sono in corso discussioni»). Un dato interessante, come ha ricordato questo giornale ad agosto, è che nel Supervisory Board della Borsa tedesca siede Jean Pierre Mustier, ex ad di Unicredit, legato da anni all’avvocato Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana.
In termini di valore, alla data del 30 giugno, la capitalizzazione aggregata delle società quotate su Euronext (8 mercati) era di 7.000 miliardi per oltre 1.800 emittenti. Deutsche Börse, invece, valeva attorno a 2.300 miliardi. (riproduzione riservata)