Prosegue la campagna del presidente americano, Donald Trump, contro le aziende di intelligenza artificiale che negli ultimi giorni hanno lanciato l’allarme sui rischi di un’AI fuori controllo. In una serie di post su Truth e in una telefonata in diretta a una conferenza di settore al ceo di Nvidia, Jensen Huang, l’inquilino della Casa Bianca ha descritto gli appelli di Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI e di Elon Musk di xAI come una «bufala», affermando al contempo che i data center saranno «il petrolio dei prossimi 20-25 anni».
Secondo uno dei tanti post pubblicati nella notte su Truth, il tycoon afferma che «le persone che sostengono che l’AI distruggerà il mondo e che i data center siano dannosi per le città sono le stesse che, poco tempo fa, affermavano che il mondo sarebbe stato annientato dal cambiamento climatico. Quella bufala non ha funzionato, e ora sono passate alla successiva». Secondo Trump, «queste persone sono rivoluzionarie, ma al servizio di una causa malvagia e nefasta. Presto scoprirete che lavorano per soggetti che non hanno a cuore gli interessi degli Stati Uniti!».
In un altro post, Trump ribadisce che rallentare il ritmo di sviluppo di questa tecnologia faciliterà la scommessa cinese sull’AI. «Quando mai nella storia dell’imprenditoria si è visto i leader di un settore invocare una regolamentazione che, se applicata con rigore, li condannerebbe all’oblio e al fallimento? L’idea che l’AI prenda il sopravvento sul mondo, distrugga l’umanità e causi ogni sorta di sciagura è una BUFALA», mentre al contempo «il Presidente cinese Xi ha appena annunciato che la Cina non farà assolutamente nulla per ostacolare l’AI o il suo futuro»
Tra le varie invettive, Trump prende di mira anche il recente progetto di investimento da 13 miliardi di euro annunciato la scorsa settimana da Google nei data center in Finlandia, il più grande investimento singolo della controllata di Alphabet in Europa. «Google», scrive Trump, «ha recentemente dichiarato di voler costruire un enorme impianto in Finlandia, semplicemente perché ritiene troppo difficile ottenere i permessi negli Stati Uniti. La cosa non mi piace affatto e voglio che cambino idea».
Di altro avviso è la sua posizione nei confronti di Jensen Huang, ceo di Nvidia, che negli ultimi giorni si era schierato apertamente contro Amodei, Altman e Musk bollando le loro preoccupazioni sull’AI come «schiocchezze», e imputando ai tre manager una mossa mirata a creare artificialmente la domanda per nuovi e costosi prodotti o servizi di sicurezza venduti dalle loro stesse aziende.
Nel corso di una chiamata telefonica in diretta ieri durante l’All-In Summit a cui presenziava Huang, Trump ha espresso il suo sostegno «fino in fondo» al manager dell'azienda più preziosa al mondo. Nel suo breve discorso telefonico, Trump ha inoltre definito i data center il «petrolio dei prossimi 20-25 anni» per poi ribadire che le preoccupazioni relative all’intelligenza artificiale sono «una montatura», mentre i data center «rendono ricche le persone e gli Stati». (riproduzione riservata)