A Wall Street indici poco mossi: Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq a ridosso della parità. Gli investitori rimangono alla finestra in attesa dell'approvazione della riforma fiscale, giunta a un passo dal traguardo, con la Casa Bianca e lo schieramento repubblicano pronti a incassare la prima vittoria legislativa del loro mandato. Con un voto arrivato nella notte americana, la riforma ha superato lo scoglio decisivo del Senato e ora, dopo lievi modifiche tecniche, torna alla Camera per l’ok definitivo. Il testo unico approderà alla scrivania di Trump allo Studio Ovale per la firma definitiva sicuramente prima di Natale.
"Gli effetti", sottolineano gli economisti di Intesa Sanpaolo, "dovrebbero essere moderatamente espansivi sul fronte macroeconomico nel breve termine, con aumento ampio e duraturo del deficit e del debito. L'entità dell'impatto sulla crescita è soggetto a due caveat: la transitorietá delle misure sulle famiglie e l'incertezza riguardo alla reazione delle imprese che potrebbero distribuire, anzichè spendere, gli utili aggiuntivi". La riforma, votata solo dai repubblicani, riduce il carico fiscale delle imprese in modo permanente e quello delle famiglie in modo transitorio.
Queste caratteristiche, aggiungono gli esperti, "rendono il Tax cut and Jobs act instabile finanziariamente e politicamente, almeno per la tassazione delle persone fisiche. L'instabilità finanziaria si farà sentire con l'avvicinarsi della scadenza delle misure temporanee, spostando il dibattito in Congresso su richieste di estensione. L'instabilità politica si farà sentire quando le maggioranze della Camera e/o del Senato cambieranno. Per ora, comunque, il presidente e i repubblicani portano a casa la prima vera vittoria legislativa dell'anno".
Sul fronte macro, le vendite di unità abitative esistenti negli Usa sono aumentate a novembre del 5,6% a livello mensile a 5,81 milioni di unità, al di sopra dei 5,52 milioni attesi dal consenso, la lettura più solida dal dicembre del 2006. Mentre il prezzo mediano di vendita a livello nazionale si è attestato a 248.000 dollari, in aumento del 5,8% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.
Tra i singoli titoli da monitorare oggi, buon avvio per Fedex (+3,31%) che ha annunciato ieri sera un utile netto trimestrale più forte delle aspettative, grazie alla solida domanda globale e a volumi in aumento durante la stagione di punta delle feste. Sui risultati continuano tuttavia a farsi sentire gli effetti di un cyber attacco alla controllata olandese.
Bene anche Micron Technology (+3,3%) che ha fornito stime sugli utili del trimestre in corso migliori rispetto alle attese.
Poco mossa la compagnia assicurativa del settore salute Humana (+0,46%) che ha annunciato ieri l'acquisto, assieme a due gruppi di private equity, della società di assistenza a domicilio Kindred Healthcare (-0,55%) per circa 810 milioni di dollari.
Infine, Gilead Sciences cede lo 0,3% sulla scia del declassamento del titolo da outperform a neutral da parte di Credit Suisse, che ha anche tagliato il target price da 82 a 80 dollari.
Infine petrolio in crescita quasi dell’1%, Brent a 64,4 e Wti a 58 dollari al barile.