Avvio di settimana posticipato per Wall Street, rimasta chiusa ieri per la festività del President Day, ma segnato dalla debolezza e dal nervosismo dovuto all'incremento degli alti livelli raggiunti dai rendimenti dei titoli di Stato, con il Treasury decennale attualmente in rialzo al 2,93%. A poco dalla chiusura l’indice Dow Jones cedeva l’1%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq invece si attestava sulla parità.
In questa giornata caratterizzata, inoltre, dall'assenza di dati macroeconomici rilevanti sul fronte Usa, l'attenzione rimane incentrata su altri fattori come ad esempio la pubblicazione delle minute dell'ultima riunione del Federal Open Market Committee in programma domani, dalle quali gli investitori si aspettano di ottenere ulteriori indicazioni sul pensiero del board dell'Istituto centrale americano in materia di rialzo dei tassi d'interesse e, in generale, di politica monetaria. I mercati azionari "stanno trattando adesso vicino a resistenze chiave e per far sì che tali livelli vengano superati serve un catalizzatore positivo che al momento sembra difficile da trovare", ha commentato Konstantinos Anthis, head of research di Ads Securities.
Sul fronte valutario, il dollaro continua nella sua rincorsa all'euro e il cross tratta al di sotto della soglia di 1,24 a 1,2353. I guadagni fatti registrare dal dollaro nelle ultime ore "riflettono il leggero aumento dei rendimenti" dei Treasury statunitensi, sostiene Jeremy Stretch, analista valutario di Cibc, che ha sottolineato che puntare sul rimbalzo del biglietto verde è "una strategia di acquisto prudente", dal momento che il costo di finanziamento degli Stati Uniti sta tornando sui livelli massimi fatti registrare la scorsa settimana. "Inoltre", ha aggiunto l'esperto, "nei prossimi giorni sono in programma diverse aste di Treasury, che andranno a inondare il mercato con ulteriore offerta".
Quanto ai titoli da monitorare oggi, Qualcomm, il colosso dei chip statunitense, apre in ribasso del 4,29% dopo aver annunciato il rialzo dell'offerta per la rivale Nxp Semiconductors (che invece avanza del 6,17%) a circa 44 miliardi di dollari, a fronte di quella presentata inizialmente di 39 miliardi. L'aumento dell'offerta arriva nel momento in cui è in corso il tentativo di respingere la proposta di acquisizione da 121 miliardi di dollari da parte della concorrente Broadcom (+1,85%). In tal senso, l'acquisizione di Nxp potrebbe far desistere Broadcom dal tentare di acquisire Qualcomm: la società aveva minacciato di ritirare la propria offerta qualora quest'ultima avesse alzato il prezzo per Nxp.
In ribasso dello 0,63% Facebook, che sta fronteggiando una nuova ondata di critiche che emergono dalla messa in stato d'accusa dei russi negli Usa per la manipolazione del social media da parte della Russia. Dall'iscrizione nel registro degli indagati di persone e compagnie russe emerge che un'organizzazione, chiamata Internet Research Agency, ha sistematicamente utilizzato Twitter, Facebook e YouTube (Google) per alimentare discordia negli Usa a partire dal 2014. Dai documenti emerge che, in questo schema, Facebook e la sua divisione Instagram sono state centrali.