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Wall Street, le 12 società Usa che beneficeranno di più dell’accordo da oltre 2 trilioni di dollari con gli Stati del Golfo
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Wall Street, le 12 società Usa che beneficeranno di più dell’accordo da oltre 2 trilioni di dollari con gli Stati del Golfo

di Mario Olivari
21 maggio 2025, 15:38

Il viaggio ufficiale di Trump ha portato al consolidamento delle relazioni economiche e geopolitiche degli Usa con gli Stati del Golfo, creando occasioni di investimento in molti settori

Secondo quanto riportato venerdì 16 maggio sul sito ufficiale della Casa Bianca, il primo viaggio ufficiale del presidente Donald J. Trump è stato un grande successo e ha portato alla conclusione di accordi per un valore complessivo superiore ai 2000 miliardi di dollari. La Casa Bianca, inoltre, ha fornito una descrizione relativa a come è ripartita questa somma.

Nel dettaglio, si segnalano 600 miliardi di dollari in investimenti provenienti dall’Arabia Saudita, annunciati dal Paese lo scorso gennaio come parte di un impegno quadriennale. A questi si aggiungono 1.200 miliardi di dollari in scambi economici con il Qatar, oltre a 243,5 miliardi in accordi commerciali e per la difesa con lo stesso Stato. Gli Emirati Arabi Uniti, da parte loro, hanno annunciato un impegno pari a 200 miliardi di dollari in accordi con gli Stati Uniti. Sommando tali importi, il totale indicato dalla Casa Bianca raggiunge i 2.240 miliardi di dollari, a condizione che tutti gli impegni vengano effettivamente rispettati.

L’obiettivo di questi accordi è quello di rafforzare i legami economici e geopolitici tra Stati Uniti e Medio oriente.

I settori beneficiari degli investimenti degli Stati del Golfo saranno quelli della difesa, dell’aviazione, della tecnologia, del cloud e delle infrastrutture.

Ma quali sono, all’interno di tali settori, le aziende americane la cui performance potrebbe risentire positivamente di questi deal? 

Difesa

Una delle aziende che probabilmente beneficerà maggiormente dagli accordi stretti da Trump è Lockheed Martin, attiva nel settore della difesa e dell’aerospazio. L’azienda – con sede negli Stati Uniti –  è specializzata nella produzione di aerei militari, sistemi missilistici, satelliti e tecnologie avanzate per la sicurezza. Sebbene non esistano informazioni pubbliche che specifichino la percentuale dell'accordo da 142 miliardi di dollari che andrà a vantaggio di Lockheed Martin (parte del più ampio pacchetto di 600 miliardi destinati a investimenti e acquisti di equipaggiamenti militari statunitensi), l’azienda in passato è stata identificata come uno dei principali beneficiari di accordi con l'Arabia Saudita. 

Un’altra azienda del settore che potrebbe guadagnare dal contratto stretto da Trump è Rtx Corporation.

Secondo ReutersRtx è stata designata come contraente principale per la vendita di missili AIM-120C-8 AMRAAM per un valore di 3,5 miliardi di dollari, approvata dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Un'analisi del fondo private equity Ainvest suggerisce che Rtx potrebbe vedere un incremento del 20% dei ricavi derivante da contratti con l'Arabia Saudita, grazie alla sua posizione dominante nei sistemi di difesa aerea. Inoltre, gli analisti stimano che Rtx potrebbe generare oltre 5 miliardi di dollari di ricavi annuali dalla collaborazione con l'Arabia Saudita entro il 2027, grazie alla fornitura di sistemi come i missili PAC-3 e radar avanzati.

Barron’s riporta che attualmente, le azioni di Rtx sono valutate positivamente dagli analisti, con un obiettivo di prezzo medio di 140 dollari per azione, superiore alla media del consenso di Wall Street. .

Aviazione

Per quanto riguarda il settore dell’aviazione, la regina è sicuramente Boeing (aerei per uso sia civile che miliare). Venerdì 16 maggio Reuters ha riportato che Etihad – la compagnia aerea di bandiera di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti –  ha confermato l’ordine di 28 aerei a fusoliera larga marchiati Boeing, aggiungendo che l'accordo riflette la strategia della compagnia aerea di allineare la propria flotta alle esigenze operative e di rete in evoluzione.

La Casa Bianca aveva già comunicato che Etihad si era impegnata a investire 14,5 miliardi di dollari per l’acquisto di 28 Boeing 787 e 777X.

Mercoledì 21 maggio, Boeing ha inoltre firmato il più grande accordo della sua storia per aerei a fusoliera larga, con Qatar Airways – la compagnia aerea di bandiera del Paese – che ha formalizzato ordini fermi per 160 jet, più opzioni per altri 50, per un valore totale di 96 miliardi di dollari, secondo quanto comunicato dalla Casa Bianca durante la visita di Trump nel Golfo.

Dopo l'annuncio dell'accordo con Etihad, le azioni di Boeing hanno registrato un aumento significativo, raggiungendo un nuovo massimo annuale. Questo riflette una rinnovata fiducia degli investitori nella capacità dell'azienda di recuperare terreno dopo le difficoltà passate.

Tecnologia

In ambito tecnologico una delle principali beneficiarie sarà il fiore all’occhiello statunitense dell’intelligenza artificiale Nvidia. Reuters ha segnalato che gli Usa hanno raggiunto un accordo preliminare con gli Emirati Arabi Uniti per consentire loro di importare 500 mila unità dei chip di intelligenza artificiale più avanzati di Nvidia all'anno, a partire dal 2025. L'accordo durerà almeno fino al 2027, ma c'è la possibilità che possa estendersi fino al 2030.

Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, Cnbc ha riportato che martedì 13 maggio il ceo Jensen Huang ha annunciato che Nvidia venderà oltre 18 mila dei suoi ultimi chip per intelligenza artificiale alla saudita Humain, compagnia di intelligenza artificiale lanciata nel maggio 2025 dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

Combinando entrambe le transazioni, l'impatto totale sul fatturato di Nvidia potrebbe essere di circa 15,22 miliardi di dollari. 

Tuttavia, sempre nell’ambito dell’AI, non bisogna trascurare «l’underdog»: Advanced Micro DeviceReuters riporta che Amd ha siglato un accordo strategico con Humain, con l'obiettivo di sviluppare un'infrastruttura avanzata per l'intelligenza artificiale in Arabia Saudita e negli Stati Uniti. Questo progetto prevede investimenti fino a 10 miliardi di dollari nell'arco di cinque anni, focalizzandosi sulla costruzione di data center ad alta capacità e sull'implementazione di tecnologie Ai avanzate.

Come sottolinea il magazine CRN, questo accordo rappresenta un passo significativo per Amd nel settore, ampliando la sua presenza in un mercato in rapida crescita. L'azienda prevede che le entrate annuali derivanti dai chip per AI raggiungano decine di miliardi di dollari nei prossimi anni. Nel quarto trimestre del 2024, Amd ha generato oltre 5 miliardi di dollari di ricavi dalla sua linea di chip denominata «Instinct» per data center, indicando una crescita significativa in questo segmento.

L'accordo con Humain posiziona Amd in diretta competizione con Nvidia, che ha già annunciato forniture significative di chip per l'Arabia Saudita. Entrambe le aziende stanno collaborando con Humain per sviluppare infrastrutture AI avanzate, con l'obiettivo di consolidare la leadership nel mercato globale dell’intelligenza artificiale.

Sarà interessante monitorare l’andamento futuro di Amd in quanto, avendo una capitalizzazione di mercato molto minore di quella di Nvidia (180 miliardi contro 3280), ha molto più potenziale di crescita.

Cloud

Nell’ambito del piano annunciato da  Abu Dhabi a maggio da 80 miliardi di dollari per la costruzione del più grande campus di intelligenza artificiale al di fuori degli Stati Uniti, sono coinvolte diverse aziende tecnologiche americane attive nel settore del Cloud: Open Ai, Amazon, Alphabet, Salesforce, Oracle e Cisco.

Considerando le dimensioni aziendali, gli investimenti in AI e le capacità infrastrutturali, Amazon emerge come l'azienda con il potenziale maggiore. La sua posizione di leadership nel cloud computing, unita agli investimenti significativi in AI e alla crescita nel settore pubblicitario digitale, la rendono un attore chiave in questo ambizioso progetto.

Oracle e Alphabet seguono da vicino, con solide posizioni nel cloud e nell'Ai, mentre Cisco beneficia della crescente domanda di infrastrutture IA. Salesforce e OpenAI, pur essendo influenti nel settore AI, potrebbero vedere un impatto sul fatturato più modesto nel breve termine.

Infrastrutture

Infine, con riguardo al settore delle infrastrutture, Caterpillar – multinazionale leader a livello globale nelle soluzioni per l'industria pesante – potrebbe essere premiata dagli accordi tra Trump e Stati del Golfo. Infatti, come riporta il sito ufficiale dell’azienda, Caterpillar beneficia significativamente del progetto Neom in Arabia Saudita. 

Il progetto si basa su è un piano di sviluppo urbanistico e tecnologico, destinato a creare una città futuristica e sostenibile lungo il Mar Rosso. Grazie alla fornitura di oltre 5000 macchinari pesanti, tra cui macchine da scavo, bulldozer e camion, attraverso il suo partner regionale Zahid Tractor. Questi veicoli sono impiegati in attività fondamentali come la movimentazione di 500 milioni di metri cubi di terreno per le fondamenta del progetto, che comprende la città lineare «The Line», il resort montano Trojena e la struttura galleggiante Oxagon .

Nonostante l'assenza di dati finanziari specifici per il 2025, l'impegno di Caterpillar nel progetto Neom rappresenta una parte significativa della sua strategia a lungo termine. L'azienda ha recentemente annunciato un investimento di 100 milioni di dollari in iniziative di sviluppo della forza lavoro, indicando un impegno continuo nell'espansione delle sue operazioni globali.

Caterpillar è posizionata in maniera ottimale per trarre vantaggio dal progetto Neom, sia in termini di forniture dirette di macchinari che come partner strategico in uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali del mondo.

Un’opportunità storica per le aziende americane

Alla luce di quanto esposto, appare evidente come l’accordo siglato tra Trump e gli Stati del Golfo rappresenti un momento cruciale da valorizzare per le aziende che abbiamo esaminato. Queste ultime sono tutte ben posizionate per poter beneficiare di un riallineamento strategico Usa-Golfo e potrebbero godere di un’espansione del portafoglio-ordini e del fatturato, in funzione dell’ampliamento dell’area geografica servita.



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