Il mercato azionario statunitense si «trova nel bel mezzo di una corsa rialzista dei prezzi ormai da qualche anno». Non solo «l’S&P 500 ha registrato guadagni di oltre il 20% nel 2023 e 2024, per la prima volta in più di 25 anni». Ma soprattutto i prezzi degli asset di Wall Street sono sui massimi delle loro valutazioni storiche. Lo ha sottolineato Jamie Dimon, ceo di Jp Morgan, ai microfoni della Cnbc al World economic forum di Davos. Il manager ha poi messo in evidenza tre rischi da considerare con attenzione: l’elevata spesa in deficit, l’inflazione e gli sconvolgimenti geopolitici. «L’uragano» che Dimon aveva predetto nel 2022 non si è realizzato, anzi negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno superato le aspettative e l’elezione di Donald Trump a novembre ha alimentato le speranze su ciò che farà l’amministrazione repubblicana per alimentare la crescita economica.
«Avere strategie a favore della crescita aiuta a ottenere risultati economici abbastanza buoni per poi giustificare i prezzi» dei titoli a Wall Street, ma «ci sono fattori negativi da non sottovalutare per non farsi sorprendere» ammonisce Dimon. L’aspetto su cui «ritengo serva maggior attenzione è l’elevata spesa in deficit, perché è una questione globale, non solo americana». Quanto all’inflazione, «non sono così sicuro che scomparirà». Inoltre «mi preoccupa molto la crescente conflittualità a livello globale - dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, passando per le minacce provenienti dalla Cina - che influenzerà il nostro mondo nei prossimi cento anni» ha concluso Dimon. (riproduzione riservata)