Avvio debole per i listini statunitensi dopo il rally che ha caratterizzato la prima settimana del 2018 e, in generale, tutto il 2017. L'indice Dow Jones apre infatti in calo dello 0,13% a 25.262 punti, l'S&P500 cede lo 0,12% a 2.739 punti mentre rimane sulla parità il Nasdaq a 7.134 punti (-0,04%). L'aumento delle aspettative di inflazione decennali, ampiamente sopra il 2%, livelli massimi dai mesi successivi all'elezione di Donald Trump, è stato uno dei fattori alla base della performance brillante dei listini. "Si tratta probabilmente", hanno spiegato gli strategist di Mps Capital Services, "dell'impatto dell'approvazione della riforma fiscale, cui si accompagna anche un incremento del tasso di approvazione dell'operato del presidente, ritornato sopra il 40%".
Inoltre, a spronare la propensione al rischio sui mercati, secondo gli strategist di Ig, "sono stati i dati macro, soprattutto gli indici Pmi, che hanno mostrato a dicembre ancora una progressione dell'attività economica in diverse aree. La crescita continua a guadagnare forza in maniera sincronizzata a livello mondiale, un aspetto che apre a una revisione dei dati sul Pil nei prossimi mesi". Per gli esperti "i mercati hanno beneficiato anche di un clima geopolitico piú disteso, dopo che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha fatto sapere di voler incontrare gli esponenti della Corea del Sud" domani. Tuttavia a gennaio, a detta degli strategist, potrebbe verificarsi una correzione dopo i forti guadagni recenti dei principali listini statunitensi, sebbene l'outlook per il 2018 rimanga ampiamente positivo sottolineando che erano circa 10 anni che non si registravano risultati così buoni nella prima settimana di gennaio.
Secondo gli esperti, infatti, lo spostamento degli operatori verso asset più rischiosi riflette certamente il miglioramento del ciclo economico, ma potrebbe anche essere un risultato di breve periodo dovuto alle aspettative degli investitori sugli effetti della riforma fiscale approvata dall'amministrazione Trump prima delle festività natalizie.
Sul fronte macroeconomico, nessun appuntamento di rilievo previsto per oggi. Craig Erlam, Senior Market Analyst di Oanda, ha fatto notare che i dati più importanti arriveranno venerdì, con la pubblicazione delle vendite al dettaglio e l'inflazione negli Usa a dicembre. Lo stesso giorno inizierà anche la stagione delle trimestrali Usa, che per l'analista "sarà un aspetto chiave per gli investitori nelle prossime settimane".
Tra i singoli titoli quotati a New York, il colosso farmaceutico statunitense Pfizer cede lo 0,65% dopo aver deciso rinunciare agli investimenti per la ricerca di nuovi farmaci per il trattamento delle malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson. La società, che intende licenziare 300 ricercatori nel settore delle neuroscienze ad Andover e Cambridge, nello Stato del Massachusetts, e a Groton, in Connecticut, ha spiegato che i fondi finora indirizzati per lo studio di queste patologie verranno destinati ad altri programmi di ricerca, precisando comunque che non rinuncerà alla lotta contro le malattie neurodegenerative.
Nvidia avanza invece del 3,71% in seguito all'annuncio della partnership con i due colossi del settore auto Volkswagen e Uber per la realizzazione di funzionalità di intelligenza artificiale, ma anche con Aurora che sviluppa sistemi di auto a guida autonoma, con il provider digitale cinese Baidu e con la casa automobilistica ZF.
Mentre Amazon e Caterpillar festeggiano le promozioni: il primo titolo dell'1,73% dopo che gli analisti di Credit Suisse hanno alzato il prezzo obiettivo di 25 dollari a 1.410 dollari, mentre il secondo avanza dello 0,83% dopo che JP Morgan che ha alzato la raccomandazione da neutral a overweight.
Celgene (-0,29%), società biofarmaceutica americana, ha siglato un deal per acquisire Impact Biomedicines, compagnia specializzata nelle tecnologie per la cura delle malattie del sangue, per 7 miliardi di dollari. Celgene pagherà in anticipo 1,1 miliardi di dollari e nel caso in cui Impact riuscisse a raggiungere alcuni target di approvazione regolatoria, metterà sul tavolo altri 1,4 miliardi di dollari. Inoltre, se le vendite nette globali dovessero superare i 5 miliardi di dollari, potrebbe arrivare un'altra somma di 4,5 miliardi.