Partenza poco sopra la parità per Wall Street, con il Dow Jones in rialzo dello 0,07% a 24.198 punti e il Nasdaq a quota 6.764 punti, a +0,03%. Gli occhi degli investitori rimangono sempre puntati sulla riforma fiscale. Gli economisti di Marzotto sim fanno notare che, da un punto di vista economico, le stime prevedono un aumento del pil in media dello 0,8% nei prossimi 10 anni, portando di conseguenza a un aumento del gettito fiscale che però difficilmente compenserà la consistente riduzione dell'aliquota. Più incerto, invece, l'effetto sugli investimenti: poiché molte aziende americane hanno già ampiamente beneficiato del ciclo economico, secondo gli economisti difficilmente le imprese aumenteranno i propri investimenti, preferendo invece distribuire risorse agli investitori attraverso buyback o dividendi più consistenti. Gli esperti prevedono che la riforma sarà molto positiva per il mercato azionario statunitense, in particolare per le medium e small caps esposte per la maggior parte all'economia interna.
Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riconoscerà oggi Gerusalemme come la capitale di Israele, nonostante decenni di cautela americana sulla questione e gli avvertimenti dei leader della regione e della comunità internazionale sui rischi di una simile decisione. L'annuncio del presidente americano è previsto per le 13 americane, le 19 in Italia. Secondo Robert Baron, partner di Deltahedge, qualora venisse confermata,
si tratterebbe di "un'azione politica inopportuna e dirompente dal punto di vista dei palestinesi", la quale potrebbe portare a un "indebolimento
del dollaro". La reazione del mondo arabo alla notizia, prosegue l'esperto, potrebbe in particolar modo riflettersi in un rafforzamento dello yen nei confronti del biglietto verde.
Di diverso avviso gli analisti di Ig, secondo i quali "L'annuncio dello spostamento dell'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme non è un vero e proprio catalizzatore del sentiment degli investitori. Gli operatori sono improntati alla cautela, ma ritengono che l'escalation nella Corea del Nord sia ancora il problema più importante".
Il cambio euro/dollaro scambia al momento a quota 1,1795 dopo che sono stati pubblicati i primi dati sul mercato del lavoro statunitense. In base alle stime dell'Automatic Data Processor, a novembre è stato registrato un aumento dei posti di lavoro nel settore privato pari a 190.000 unità, nettamente al di sotto del consenso a quota 214.000. La stima Adp è stata calcolata tenendo in considerazione solo il settore privato ed escludendo quello governativo. Inoltre, il costo unitario del lavoro, nella lettura definitiva del terzo trimestre, è stato rivisto al ribasso a +0,2% dal +0,5% su base trimestrale (contro il +0,3% del consenso).
Le scorte settimanali di greggio negli Stati Uniti sono risultate pari a 448,103 milioni di barili, in calo di 5,61 milioni di barili rispetto alla settimana precedente (il consenso prevedeva un calo di 2,4 milioni). Le scorte settimanali di benzina sono state invece pari a 220,882 milioni di barili, 6,78 milioni in piú rispetto alla scorsa settimana (contro l'aumento di 1,7 milioni previsto dal consenso). Infine, le scorte di carburante distillato si sono attestate a 129,446 milioni di barili, in aumento di 1,667 milioni rispetto a sette giorni fa (il consenso prevedeva l'aumento di 1 milione).
"Reazioni molto contenute degli investitori al rilascio dei dati sul mercato del lavoro statunitense", ha affermato uno strategist di Ig, "segno evidente che il focus rimane puntato sulla riforma fiscale in discussione al Senato Usa e sulle tensioni geopolitiche".
Tra i titoli quotati a New York, partenza positiva per Amazon (+0,41%) finita nel mirino dell'Agcom, della Corte europea di Giustizia e di Google. Il consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni oggi ha diffidato le società del colosso dell'e-commerce, Amazon Italia Logistica e Amazon City Logistica, a regolarizzare la propria posizione, con riferimento al possesso dei titoli abilitativi necessari per lo svolgimento di attività qualificabili come servizi postali. L'Autorità ha infatti rilevato che il servizio di recapito ai destinatari dei prodotti acquistati sul c.d. marketplace è offerto e gestito sul territorio nazionale da società riconducibili ad Amazon EU. A suo giudizio, il servizio svolto da queste società, al pari di quelli svolti dai principali corrieri espresso utilizzati da Amazon, è qualificabile come servizio postale, in base alla normativa di settore nazionale e dell'Unione europea.
Frena invece Walt Disney (-0,82%). James Murdoch, il figlio minore del magnate Rupert Murdoch, potrebbe sostituire Bob Iger come ceo della società. Lo hanno rivelato fonti vicine all'acquisizione della 21st Century Fox secondo le quali, nel caso in cui l'operazione andasse in porto, James, che è presidente di Fox, potrebbe assumere un ruolo di rilievo dentro la Disney ed eventualmente sostituire Iger quando si ritirerà nel 2019. Rupert Murdoch che controlla il 39% dei diritti di voto di 21st Century Fox, deciderà entro la fine dell'anno se proseguire la trattativa con Disney, la quale non include Fox News e le reti sportive del gruppo.
Bill Barrett scivola del 16,78% dopo aver annunciato l'acquisizione di Fifth Creek Energy per 649 milioni di dollari e un conseguente aumento di capitale per 105 milioni.
In leggero ribasso Ford Motor (-0,56%) che, secondo quanto riferisce una fonte, si appresta ad annunciare un accordo per vendere auto in Cina tramite Tmall, la divisione retail di Alibaba Group Holding.
In picchiata anche Tronox, che lascia sul terreno il 24,99%. Il governo Usa, secondo quanto annunciato dalla Federal Trade Commission, intende bloccare l'acquisizione del business del diossido di titanio di Cristal da parte della società. Il deal, annunciato nel febbraio scorso, ha un controvalore di 1,673 miliardi di dollari. Tronox ha annunciato che si batterà contro la decisione di Washington, sostenendo che la Ftc ha una visione errata del mercato globale del diossido di titanio.
Aig prosegue in rialzo dello 0,95% in scia al giudizio di Deutsche Bank che ha alzato il rating sul titolo da sell a hold, abbassando il target price da 59 a 58 dollari.
Infine, Anheuser Busch Inbev perde lo 0,46% dopo che JP Morgan ha ridotto il giudizio da neutral ad underweight, portando il target price da 122,66 dollari a 106,69.