Proseguono cautamente i principali indici azionari statunitensi, con il Dow Jones in avanzo dello 0,36% a 24.472 punti e il Nasdaq sostanzialmente sulla parità a 6.875 punti, a +0,01%. A catalizzare l'attenzione degli investitori è l'attesa degli esiti del meeting del Federal Open Market Committee, il cui inizio è previsto per oggi e che vedrà il suo termine domani. I mercati sono ormai sicuri che la Banca centrale statunitense opererà un allentamento dei provvedimenti messi in campo con la crisi finanziaria, aumentando i tassi di interesse per la terza volta in un anno all'1,50%. "Ci avviciniamo ai giorni più caldi della settimana, a partire da oggi con la riunione del Fomc e in particolare domani con l'ultima conferenza stampa di Janet Yellen da presidente della Federal Reserve", hanno affermato gli analisti di Ig, aggiungendo che nel comunicato del comitato esecutivo della Fed gli operatori guarderanno in particolare le indicazioni relative agli aumenti del costo del denaro previsti dall'Istituto statunitense per il prossimo anno. La Banca centrale ha infatti previsto tre aumenti dei tassi nel 2018, ma la crescita contenuta dei salari e un'inflazione al di sotto delle attese hanno portato diversi economisti a pensare che la Banca centrale stia agendo troppo rapidamente in termini di aumento dei tassi.
Rimane caldo anche il tema della riforma fiscale proposta dal partito repubblicano. Cinque ministri delle Finanze di altrettanti Paesi membri dell'Unione europea hanno infatti rivolto una lettera di critiche al segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin. Secondo Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia l'aliquota del 12,5% sulla vendita di beni o la concessione di licenze per l'utilizzo fuori dagli Usa, prevista nella riforma, si tradurrebbe in una sorta di dumping fiscale. Inoltre, per l'Unione europea, l'utilizzo di strumenti fiscali "non convenzionali" da parte degli Stati Uniti potrebbe colpire l'economia mondiale.
Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione per la domanda finale negli Usa sono saliti dello 0,4% a livello mensile a novembre, in linea alle attese del consenso, e il dato di ottobre è stato confermato al +0,4% su base mensile. Sempre a novembre, i prezzi alla produzione core sono cresciuti dello 0,3%, anche in questo caso in linea alle previsioni, e quelli per consumi personali sono aumentati dello 0,6%.
Tra i singoli titoli quotati a New York, Apple cede lo 0,33%. Ieri il gigante di Cupertino ha ufficialmente confermato l'acquisto di Shazam, l'app per il riconoscimento delle canzoni, senza però fornire i dettagli finanziari dell'operazione. Secondo alcune indiscrezioni, il costo si aggirerebbe attorno ai 400 milioni di dollari. Una cifra "deludente" per gli investitori di Shazam: durante una delle ultime raccolte fondi l'applicazione era stata infatti valutata un miliardo di dollari.
Bene Boeing, che avanza del 2,91% dopo che la società ha annunciato che aumenterà il dividendo trimestrale del 20% e rimpiazzerà le attuali autorizzazioni ad acquistare azioni proprie con un piano da 18 miliardi.
In lieve rialzo Western Digital (+0,43%) che insieme a Toshiba ha deciso di risolvere la disputa sul piano di vendita della divisione chip da parte del gruppo nipponico, per un totale di 18 miliardi di dollari. I board delle società hanno votato per archiviare i contenziosi legali e l'annuncio formale è atteso in settimana. A settembre Toshiba ha accettato di vendere la divisione di produzione delle flash-memory Nand a un consorzio guidato dal fondo Usa di private-equity Bain Capital, che include anche Apple.
Poco mossi Exxon (+0,01%), Chevron (-0,2%) e Schlumberger (-0,19%) nonostante il rialzo del Brent, che oggi è tornato sopra quota 65 dollari per la prima volta da metà 2015.
Infine, Comcast segna un +2,41%, dopo aver rinunciato all‘offerta per buona parte degli asset di Twenty-First Century Fox, lasciando Walt Disney (-0,06%) come unico pretendente dell'accordo da 40 miliardi di dollari.