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Wall Street arretra del 2,5%, brilla Amazon
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Wall Street arretra del 2,5%, brilla Amazon

di Marco Sasso
02 febbraio 2018, 22:20

Listini americani in forte calo nonostante la fotografia positiva sullo stato del mercato del lavoro Usa nel mese di gennaio. L'indice Dow Jones ha perso il 2,5%, lo S&P500 ha ceduto il 2,1% e il Nasdaq circa il 2%. Sul fronte societario, Amazon ha superato per la prima volta la soglia di 1 mld di utile in un trimestre

Wall Street in rosso nell'ultima seduta settimanale. L'indice Dow Jones ha perso il 2,5%, lo S&P500  ha ceduto il 2,1% e il Nasdaq circa il 2%. Eppure a livello macro i dati sul mercato del lavoro di gennaio (un'ora prima dell'apertura ufficiale dei mercati) hanno mostrato il buono stato di salute sul fronte occupazionale statunitense, con l'economia in grado di creare 200.000 nuovi posti di lavoro, oltre le attese degli economisti di 177.000 unità, e un tasso di disoccupazione stabile rispetto a dicembre al 4,1%, ai minimi da dicembre del 2000. Si è trattato dell'88esimo mese consecutivo di aumento dei posti di lavoro, la serie migliore mai registrata.

Ma "il dato che ha sorpreso i mercati è quello relativo ai salari" orari, hanno commentato gli strategist di Mps Capital Services. Il valore, attentamente monitorato poiché indica l'assenza o meno di pressioni inflative, ha subito un incremento dello 0,34% su base mensile a 26,74 dollari, al di sopra delle attese degli economisti che attendevano, invece, un rialzo dello 0,2%. Su base annuale, la lettura ha evidenziato una crescita del 2,9%, il dato migliore dal giugno 2009.

Di conseguenza il dollaro recupera terreno nei confronti dell'euro, con il cross che tratta a 1,2441 e che ha aggiornato il minimo intraday a 1,2438. Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury biennale, più sensibile alle mosse della Fed, è in rialzo al 2,178% e quello del decennale al 2,843%.

"I dati sull'occupazione Usa, superiori alle attese rafforzano il messaggio che la Fed ha dato mercoledì, dopo la decisione sui tassi d'interesse", ha commentato Andrea de Gaetano, Senior Analyst di Olympia Wealth. Mentre secondo Chris Iggo, cio Obbligazionario, Axa Investment Managers, "a fronte delle prospettive economiche globali così positive, per le banche centrali è il momento ideale per accelerare la stretta monetaria, sia col ridimensionamento del bilancio che col rialzo dei tassi".

Guardando ai singoli titoli, continua la stagione delle trimestrali delle big della borsa americana. Amazon ha aggiornato il record di utili, saliti a 1,9 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2017 e in apertura avanza del 5,13%. Il colosso statunitense dell'e-commerce ha registrato un utile superiore a un 1 miliardo di dollari per la prima volta nella storia della compagnia, grazie alla rigorosa disciplina fiscale e al proprio orientamento che va al di là del mercato dell'online. Il dato è stato aiutato da sgravi fiscali per 789 milioni di dollari grazie all'impatto positivo della recente riforma fiscale statunitense.

Sorride sul fronte dei conti anche Apple, che nei tre mesi che comprendono Natale ha registrato il periodo migliore di sempre sia in termini di utili (a 20 miliardi) che di ricavi (88,3 miliardi). Gli iPhone hanno fruttato 61,5 miliardi, il 13% in più rispetto a un anno fa, nonostante le aspettative fossero più alte e il titolo apre in ribasso del 2,5%. Inoltre, dal punto di vista finanziario, il cfo Luca Maestri ha affermato di voler ridurre la posizione finanziaria netta "praticamente a zero".

Quanto ad Alphabet (-4,63%), la holding che controlla Google, ha accusato una perdita netta di 3 miliardi di dollari, dovuta in gran parte all'impatto della riforma fiscale statunitense. Al netto delle novità fiscali, il gruppo avrebbe registrato un utile di 6,8 miliardi, pari a 9,7 dollari per azioni contro i 9,9 stimati dagli analisti. Non è bastato, dunque, il balzo del 24% del fatturato a 32,32 miliardi di dollari, al di sopra delle attese degli analisti che si attendevano un valore di 31,8 miliardi, spinto come previsto dai ricavi pubblicitari di Google, risultati pari a 27,2 miliardi e che rappresentano l'84% del fatturato dell'intero gruppo.



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